PORCARI Emergenza aria: siamo a 52 sforamenti – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

LUCCA. È alto il rischio salute determinato dalla qualità dell’aria della Piana di Lucca. Con cinquantadue sforamenti (alla data del 26 dicembre) del valore di polveri fini (Pm 10) dall’inizio dell’anno, Lucca si classifica al primo posto in Toscana per aria malata.

Infatti, le ordinanze dei Comuni della zona per limitare il transito dei veicoli considerati ad alto potenziale inquinante e per vietare abbruciamenti e l’accensione di caminetti, non fanno che susseguirsi: ed è l’unico rimedio che viene usato nei confronti di questa emergenza, la cui ricaduta sulla popolazione, soprattutto le fasce più deboli di bambini e anziani, può trasformarsi in malattie anche gravi. E così, dopo l’ultima ordinanza scattata il 23 dicembre e valida fino al 26 compreso, ne è stata emessa un’altra – ieri, 27 dicembre – con validità fino a sabato 30 dicembre compreso: riguarda i territori comunali di Lucca, Altopascio e Porcari.

L’ORDINANZA. Per quattro giorni consecutivi, fino al 30 dicembre compreso, nella fascia oraria 7.30 – 19.30, nei territori comunali non potranno circolare le autovetture diesel euro 0, euro 1 ed euro 2 e i veicoli merci euro 0, euro 1 ed euro 2. Sempre fino al 30 dicembre, 24 ore su 24, non si potranno accendere gli impianti domestici di riscaldamento alimentati a legna, come i caminetti. Il divieto non riguarda le stufe a pellet, gli impianti ad alto rendimento termico e quelli che rappresentano l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione. Il provvedimento non riguarda nemmeno le case poste a una quota di altitudine di oltre 200 metri.

DICEMBRE COL BOLLINO ROSSO. Sedici dei 52 superamenti del limite massimo tollerato di polveri fini (50 microgrammi per metro cubo di aria) si sono verificati nel corso dell’ultimo mese, nell’arco di tempo compreso fra il 25 novembre e il 26 dicembre (come mostra la tabella con le rilevazioni dell’Arpat, sia di polveri fini che finissime, le Pm 2,5). In particolare, si sono concentrati dal 18 dicembre al giorno 26: in questo periodo non c’è stato un giorno in cui i valori registrati non hanno superato la soglia di 50 microgrammi. Addirittura in giornate come quelle dal 22 al 25 dicembre compresi la quantità di polveri fini nell’aria ha raggiunto quasi il triplo del limite tollerato. E neanche la pioggia del giorno di Santa Stefano ha avuto un benefico effetto sull’aria. In parallelo, c’è il dato preoccupante delle polveri finissime, la cui soglia limite è fissata a 25 microgrammi. Per le Pm 2,5 l’Arpat effettua misurazioni ma non conta gli sforamenti. In realtà, dati della tabella alla mano, nell’arco di tempo riportato gli sforamenti sono stati 24, con picchi altissimi – vedi il 24 dicembre – con valori pari in pratica a cinque volte tanto il limite massimo fissato.

MAGLIA NERA IN TOSCANA. Una situazione complessiva preoccupante, anche per l’insorgenza di malattie, in particolare dell’apparato respiratorio. Andando a verificare i dati sugli sforamenti nelle diverse aree della Toscana nelle quali è presente una centralina di rilevamento regionale, emerge che la centralina in via Carlo Piaggia a Capannori, centro di rilevamento per tutta la Piana di Lucca, riporta i dati peggiori. I 52 sforamenti di Pm10 di Lucca sono più del doppio di quelle di Firenze (21 sforamenti per la centralina Gramsci, 23 di Signa, 10 di Firenze Bassi, 14 di Scandicci, 15 di Firenze Mosse), così

come di Prato (23 sforamenti la centralina di Prato Ferrucci, 21 di Prato – Roma). La più “vicina” a Lucca è la centralina di Montale, nel Pistoiese, ma con 33 sforamenti. Quella di Pisa – Santa Croce si ferma a 22, a 10 quella di Pisa – Passi.

Fonte: Il Tirreno

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