PORCARI Inquinamento post-incendio al magazzino Rox di Porcari: le rassicurazioni di Arpat

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LUCCA – Le aree a maggior rischio di inquinamento dovuti alla probabile ricaduta dei prodotti di combustione hanno un raggio massimo di 750 metri dal centro dello stabilimento andato a fuoco. E’ questa la notizia che emerge dalla relazione dell’Arpat, emessa oggi (1° gennaio) che aggiorna la situazione successiva all’incendio che ha interessato il magazzino del calzaturificio ‘Rox Shoes’ di Porcari lo scorso 28 dicembre.

 

«Le zone così delimitate – spiega Arpat – costituiscono una schematizzazione (da verificare con altri eventuali elementi emersi dai sopralluoghi condotti nella zona), ma comunque improntata a criteri “cautelativi”, al fine di non escludere anche aree che, in realtà, potrebbero essere state interessate in misura marginale dagli effetti dell’evento».

 

Le elaborazioni di Arpat che hanno portato a definire le dimensioni delle zone di impatto hanno confermato, pertanto, l’impostazione opportunamente cautelativa delle misure assunte con la prima ordinanza del sindaco di Porcari, e riprese dai Comuni limitrofi; la revisione dell’ordinanza, dopo lo spegnimento dell’incendio, che mantiene valide solo le indicazioni di lavare abbondantemente con acqua i prodotti dell’orto o simili coltivati all’esterno e le indicazioni di pulire con acqua terrazzi davanzali e balconi è, a sua volta, coerente con le valutazioni previsionali dell’Agenzia.

 

«In ogni caso – prosegue l’Agenzia -, l’area limitata delle zone potenzialmente interessate dalle ricadute permette di ridimensionare l’allarme generalizzato che si era diffuso in tutta la Piana, compresi i comuni limitrofi, e con preoccupazioni perfino a Lucca. La definizione delle aree di impatto, le più interessate dalla dispersione e soprattutto possibile deposizione delle sostanze rilasciate nel corso dell’evento, è stata effettuata anche per orientare i prelievi, in campo, di matrici ambientali (tipicamente: ortaggi a foglia larga) e verificarne l’eventuale livello di contaminazione».

 

Nella mattinata del 30 dicembre, sono stati prelevati alcuni campioni da destinare alle analisi chimiche per la ricerca dei microinquinanti organici che possono essersi depositati, a livello del suolo, a seguito dell’incendio. «Sui tempi necessari per l’effettuazione delle analisi, a cura del Laboratorio di Area Vasta Arpat di Livorno, va ricordato che la tipologia di queste analisi è particolarmente complessa e richiede tempi tecnici non comprimibili, di non meno di una settimana», conclude la nota.

 

Fonte: Lo Schermo

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