PORCARI Lo “strappo” di Baccini: «Cambiare nome al Pd» – Cronaca

da
Advertising

Porcari (LUCCA) –

LUCCA. Il sasso nello stagno l’ex sindaco di Porcari Alberto Baccini (a lungo in ballo anche per una candidatura per il Parlamento) lo lancia su Facebook. E da renziano della prima ora, certo non pentito, dopo la sua analisi della sconfitta invita a cambiare nome al Partito democratico.

«Gli errori – scrive Baccini – sono stati fondamentalmente tre. Il primo di tipo politico con la rottura del “patto del Nazareno”. Bisognava offrire a Berlusconi una candidatura gradita per la Presidenza della Repubblica (che sarebbe cambiato fra Mattarella e Amato?) chiedendo in cambio un appoggio incondizionato al referendum costituzionale che sarebbe probabilmente passato. Il secondo è stato di strategia perché spesso a voler anticipare troppo il futuro accade che ti si rivolta contro il presente e il riformismo spinto alla massima velocità diventa di fatto impossibile in un Paese come il nostro dove è già difficile quello lento e graduale».

Il terzo errore, per Baccini, è di metodo: «Si è voluto in modo quasi ossessivo raccontare le buone cose fatte (che sono certamente molte) dimenticando che ciò non serve più perchè da tempo è venuta meno la stretta correlazione fra buongoverno e consenso. Nell’era dei social, delle fake news e del prevalere del virtuale sul reale, il consenso elettorale si forma su parametri e con metodi ben diversi dal passato».

E qui arrivano le due proposte. «La prima è che il Pd si collochi tassativamente ed incondizionatamente all’opposizione come hanno stabilito i cittadini escludendo la propria disponibilità a qualsiasi tipo di governo. La seconda è che vanno cambiati un’immagine e un nome che non funzionano più. Ormai il brand “Partito democratico” viene percepito a torto o a ragione come elemento negativo e responsabile di ogni male da larga parte dell’opinione pubblica. Forse è necessario un soggetto nuovo sull’esempio di Macron in Francia dove si è avuta l’intelligenza politica di capire la imminente fine del partito socialista e di agire in conseguenza».

Il post di

Baccini ha suscitato un dibattito assai vivace. Fra gli interventi quello di Adolfo Del Soldato, presidente del consiglio comunale di Massarosa e già consigliere provinciale, che dice di condividere l’analisi ma non l’esito sul superamento del nome Pd.

.

Fonte: Il Tirreno

Advertising