[ALTOPASCIO] Travolto dal furgone mentre taglia l’erba sulla Firenze-Mare

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LUCCA. Un cerotto copre la ferita sulla testa. La mano destra è ingessata. A questo si aggiungono altre escoriazioni e contusioni sparse un po’ su tutto il corpo. Daouda Ndoye è sdraiato sul letto dell’ospedale avvolto da una coperta termica, il viso stanco e dolorante tradisce l’espressione di chi se l’è vista davvero brutta.

Daouda è stato vittima di un incidente stradale mentre stava lavorando sulla Firenze-Mare, vicino all’uscita di Prato Ovest. L’automobilista alla guida di un furgone in direzione mare non si è accorto che sul bordo della strada c’era un operaio che stava tagliando l’erba e l’ha travolto. Quell’operaio è Daouda Ndoye, 40 anni, dipendente di un’azienda privata di manutenzione autostradale e di bonifica ambientale, l’Avr di Altopascio ma anche volontario della Croce Rossa nonché ex candidato alle elezioni comunali del 2017 nelle fila di “Lucca Città in Comune”.

A pubblicare le foto scattate in ospedale negli attimi immediatamente successivi all’incidente, avvenuto intorno alle 14 di giovedì scorso, è stato lo stesso Daouda in un post nel quale ha anche colto l’occasione per ringraziare tutte le persone che gli sono state accanto in questo momento di difficoltà. «Mi è andata bene – racconta Daouda che nel frattempo è stato dimesso – l’intento del mio post comunque era quello di rassicurare chi mi conosce perché per fortuna sono sempre tutto intero. Ma forse ho provocato la reazione contraria visto il numero di telefonate e messaggi che sto ricevendo». Basta leggere i commenti sotto al post per rendersi conto che davvero in tanti si sono preoccupati per le condizioni di salute di Daouda. «Non ho dei ricordi chiarissimi di quello che mi è successo – ammette Daouda – in un attimo ho visto arrivare il furgone contro di me nonostante avessi lo sguardo rivolto verso il traffico. Ho alzato il tagliaerba che avevo in mano per tentare di farmi scudo in qualche maniera ma non è bastato. Potevo tentare di scavalcare il guard rail – aggiunge ancora scosso – ma non ne ho avuto nemmeno il tempo. In un attimo mi sono ritrovato a terra, immobile, con la faccia poggiata sull’asfalto». Daouda racconta anche di non aver mai perso conoscenza e di essersi reso conto che in tanti si sono fermati per prestargli un primo soccorso. «Delle infermiere hanno visto cos’era successo – spiega – e si sono fermate per soccorrermi nell’attesa che arrivasse l’ambulanza. Mi hanno stabilizzato e poi sono stato trasportato in ospedale dove mi è stata diagnosticata una frattura alla mano, una ferita importante al viso, una al ginocchio e varie escoriazioni».

I rilievi dell’incidente, che porta di nuovo alla ribalta il problema della sicurezza sul lavoro di chi svolge la manutenzione sulle strade, sono stati effettuati dalla polizia stradale di Montecatini. Daouda Ndoye è stato trasportato all’ospedale Santo Stefano di Prato in codice rosso. «Ho ricevuto la visita dei colleghi – dice – che mi hanno riportato la macchina. Il giorno dell’incidente la squadra era composta da me e un altro collega che era a bordo del camioncino. Io ero da solo a terra. Prima avevamo lavorato

a Montecatini e intorno all’una ci siamo spostati sull’autostrada a Prato. Io ho seguito le indicazioni dell’azienda in merito alla sicurezza – conclude Daouda – camminavo all’indietro col viso rivolto verso le macchine».

Ma non è bastato.

Fonte: Il Tirreno

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