[ALTOPASCIO] L’estate caldissima del canile comunale «Siamo pieni, accettiamo solo urgenze»

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LUCCA

«Per le emergenze siamo sempre pronti a intervenire ma al momento abbiamo talmente tanti cani che non sappiamo più dove metterli». Risponde piccata la direttrice del canile Enpa di Pontetetto, Sandra Palmucci all’intervento di “Lucca per l’ambiente”, per lei solo l’ultimo di una serie di giudizi negativi che si sente rivolgere da tempo; un intervento quello della formazione ambientalista nel quale, facendo riferimento ad alcune segnalazioni dei cittadini, vengono messe in discussione la qualità del servizio e l’efficienza nella gestione di quella che di fatto è l’unica struttura municipale dedicata all’accoglienza dei cani che “risiedono” nei comuni di Lucca, Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo.

Palmucci infatti, sostiene che ci sia in corso «un attacco mirato alla loro gestione» culminato qualche tempo fa in un esposto anonimo presentato in Procura a cui hanno fatto seguito una serie di controlli da parte delle forze dell’ordine. Controlli che però, dichiara Palmucci, «non hanno riscontrato, all’interno del canile Enpa di Pontetetto, alcuna anomalia». Nella segnalazione di “Lucca per l’ambiente” si legge che «ai cittadini che chiamano la struttura, in caso di ritrovamento di un cane vagante, viene detto che non è più possibile accogliere nessun ospite perché la struttura è satura e che le adozioni sono praticamente bloccate».

Una situazione che viene confermata dalla direttrice che però spiega che «il canile copre le richieste di Lucca e della Piana e nell’ultimo periodo sono arrivati tanti cani tutti insieme: 11 da un conferimento di Nozzano e uno sequestrato al campo nomadi». Palmucci aggiunge anche che «il Comune sa che il canile è pieno come lo sa molto bene anche la Asl».

La struttura di Pontetetto è composta da due parti e stando a quanto dichiara sempre la direttrice «ospita 138 cani». La prima parte è quella “sanitaria” con numerose gabbie singole all’interno delle quali è possibile tenere il cane al massimo per due mesi; poi c’è la sezione “rifugio”, che prevede spazi più ampi e la possibilità che i cani possano stare in gruppo. Ai 138 cani poi si aggiungono anche un centinaio di gatti ospitati nel vicino gattile, gestito per la parte delle “emergenze sanitarie” dallo stesso personale del canile mentre dell’ordinario si occupano delle volontarie. In tutto lo staff del canile è composto dalla direttrice, da due operatrici full time e da un operatore part-time. Alle due operatrici è richiesto anche di essere reperibili, a turno, 24 ore su 24 mentre, per quanto riguarda l’aspetto economico ogni mese è previsto un budget fisso che non varia col numero di animali ospitati.

«Bisognerebbe che le persone si informassero – spiegano le operatrici – su come funzionano il canile e la reperibilità. In media abbiamo 15 adozioni

al mese. Bisogna chiamare solo in caso di emergenza senza dimenticare che un cane non è mai sereno quando viene portato nel canile. Qui il 60% degli animali “proviene” dai conferimenti, una decina sono mordaci e altrettanti sono anziani quindi è difficile che trovino un padrone». —

Fonte: Il Tirreno

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