PORCARI Persi in dieci anni 12mila posti di lavoro – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

LUCCA

Dodicimila posti di lavoro persi in dieci anni in tutta la provincia di Lucca. Al tempo stesso aumenta la presenza di lavoro grigio e lavoro nero, soprattutto nel settore turistico con la produttività che non riesce a uscire dalla morsa della crisi. Questo è il primo spaccato che viene fuori dalla relazione del segretario provinciale della Cgil Rossano Rossi che ieri, davanti a una sala gremita di iscritti e non riuniti al Real Collegio per il congresso provinciale, ha tracciato il quadro di quella che è la situazione occupazionale del territorio. Le tendenze, stando ai dati del sindacato, sono le stesse che si registrano a livello nazionale: aumentano le diseguaglianze territoriali, i redditi si polarizzano e c’è un impoverimento del tessuto produttivo. «Nella nostra provincia – ha spiegato Rossi – ci sono dati a prima vista contraddittori, caratterizzati da una leggera crescita del valore aggiunto (0, 5%) ma anche da una stagnazione occupazionale con un tasso di disoccupazione che è passato da meno del 4% nel 2007 a poco meno del 10% nel 2013 con una crescita abbastanza costante per poi impennarsi oltre il 17% del 2014 e oscillare poi intorno al 10%. Ancora quest’anno e l’anno prossimo dovrebbe permanere sopra l’8% valore doppio rispetto a 10 anni fa».

Purtroppo, a pagare lo scotto sono anche qui i giovani e le donne. «Dal 2012 – ha detto Rossi – è stato pesante soprattutto l’impatto della riforma Fornero che ha influito sull’incremento dei lavoratori più anziani. E nello stesso periodo è stato ancora più pesante l’impatto sulla presenza dei giovani che, non potendo contare sul rimpiazzo delle generazioni più anziane, si sono del tutto rarefatti fra gli occupati passando dal 25% al 18% degli addetti al di sotto dei 30 anni e fra i 30 e i 39 anni, dal 32% al 25% del totale». A fare impressione, sempre secondo il segretario provinciale, al quale oggi sarà riconfermato l’incarico, sono anche i dati sulla cassa integrazione che «nel 2017 a livello provinciale ammontavano a 2 milioni e mezzo di ore totali».

Ma quali sono i settori che trainano l’export della provincia? «Il dato complessivo delle esportazioni è poco al di sotto dei 4 miliardi di euro – ha detto il segretario – il dato complessivo segna un forte saldo attivo dove i settori portanti dell’export netto sono i mezzi di trasporto (inclusa la nautica da diporto), con un saldo di 557 milioni nel 2017, i macchinari (saldo di 562 milioni), il cartario (saldo di 227 milioni), le apparecchiature elettriche (184 milioni), i prodotti in gomma e plastica (181 milioni) e il “sistema moda” (180 milioni)».

Nella sua relazione Rossi ha anche messo in evidenza quali siano le peculiarità delle tre macroaree della provincia di Lucca. «A Lucca e nella Piana – ha detto – servono interventi a livello infrastrutturale come ad esempio il raddoppio delle linee ferroviarie, il potenziamento del trasporto merci ferroviario verso la Garfagnana ma anche l’ampliamento dello scalo merci

di Porcari oltre che della banda larga su tutto il territorio provinciale». Diversa la situazione della Garfagnana che invece avrebbe bisogno «di uno sbocco verso il nord ma anche del miglioramento della fondovalle e la realizzazione di collegamenti più veloci verso le autostrade». –

Fonte: Il Tirreno

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