[ALTOPASCIO] Lo strazio della madre del ragazzo ucciso

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ALTOPASCIO

L’eco dell’omicidio di Giuseppe Marchesano, il 27enne giustiziato a colpi di pistola nella sua casa di Montopoli, è arrivato sino ad Altopascio, dove vive la madre Giuseppina De Filippi. La donna, 47 anni, si è trasferita di recente in un appartamento al secondo piano di un quartiere residenziale di recente costruzione.

Qui abita con gli altri due figli, un maschio e una femmina. Nel piazzale antistante la palazzina, nella zona del campo sportivo di Altopascio, ci sono poche macchine: fra quelle che mancano all’appello c’è la Lancia Y di Giuseppina. Tra i vicini in pochi la conoscono, dato che la famiglia De Filippi si è trasferita qui da poco. In precedenza la donna aveva vissuto a Santa Maria Monte, lavorando saltuariamente in alcune aziende della zona del Cuoio (la conceria Sirte a Santa Croce sull’Arno, il calzaturificio Pegaso a Montopoli, una lavanderia di Fucecchio), ma sempre con contratti a tempo. Aveva avuto anche una ditta in proprio, la Geg, attiva nella filiera del calzaturiero. Trasferitasi ad Altopascio, ha lavorato come badante e nel marzo scorso ha aperto una ditta individuale di pulizie in case e uffici, la Clean Giusy.

«Giuseppina? Certo che la conosco, lavoravamo insieme come donne delle pulizie. La sua auto non c’è, non credo sia in casa visto quello che è successo», dice una vicina mostrando il pacco dei giornali che ha sotto braccio. «Sono andata a comprarli per leggere dell’omicidio – dice sconvolta –. Una tragedia, povero figliolo. Giuseppina c’era molto attaccata anche se non abitavano insieme. Gli voleva molto bene e ultimamente era contenta perché il ragazzo aveva trovato un buon lavoro, in una ditta di muletti a Firenze, mentre prima era operaio nella Piana. Francamente non ho idea di cosa possa essere successo. So che in passato Giuseppe stava con una ragazza, forse avevano pure convissuto, ma poi devono essersi lasciati. Del padre del ragazzo, invece, Giuseppina non parlava mai, è una persona riservata. Di più non vi so dire. Provate a suonarle, lei abita al secondo piano di quella palazzina – dice indicando la casa col dito – Ma anche se fosse in casa, dubito che abbia voglia di incontrarvi». Mentre ci avviciniamo, dallo stabile esce una signora: «De Filippi? No, non la conosco», dice e controlla sulla plafoniera dei campanelli che si trova all’ingresso. In effetti, il nome non c’è. Così suoniamo a quelli senza etichetta: «È la mia vicina – risponde una donna con accento straniero – ma non è in casa». Aspettiamo qualche ora ma non succede niente: della Y10 di Giuseppina non c’è traccia. A questo punto proviamo a contattarla al cellulare. «Mi dispiace ma non ho niente da dire», spiega prima di chiudere il telefono.

Ed è comprensibile: un figlio le è stato ucciso a colpi di pistola la sera di venerdì e proprio nel momento in cui cerchiamo

di contattarla, in caserma a Pisa gli inquirenti stanno ascoltano un giovane di Chiesina Uzzanese, amico di Giuseppe. Il ragazzo è stato interrogato per 5 ore e messo in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario. —
G.P.

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Fonte: Il Tirreno

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