[ALTOPASCIO] Auto di lusso comprate all'estero per evadere l'Iva: tre saloni nei guai

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LUCCA. Attraverso false attestazioni fingevano di effettuare opera d’intermediazione per clienti delle concessionarie auto che acquistavano direttamente dalla Germania vetture per un importo che va 30 a 70mila euro. In realtà l’attività di import era effettuata direttamente soltanto per evadere l’Iva e truffare l’Erario. Perché il privato cittadino che acquista una vettura in un paese dell’Unione Europea non paga l’Iva mentre la concessionaria o l’autosalone importatore versa allo Stato poco più del 20%. E con questo sistema truffaldino – stando all’accusa – tre imprenditori titolari di autosaloni e di società ritenute fantasma (Eurocar e Germancar) dagli inquirenti avrebbero sottratto al fisco, Iva non pagata per 309mila euro su un imponibile che supera i due milioni.

I fatti contestati della procura della Repubblica risalgono ad un periodo che va dal 30 luglio del 2014 al 6 maggio del 2016. Non erano mai emersi pubblicamente in virtù di un contenzioso con tanto di sequestro preventivo richiesto dal pm Aldo Ingangi nel corso delle indagini preliminari e convalidata, con decreto motivato, dal giudice per le indagini preliminari in virtù del rischio del protrarsi della commissione del reato. Sequestro preventivo contestato dagli indagati e sfociato in un Riesame con tanto di intervento da parte di Eurojust, l’organismo giuridico sovranazionale che ha il compito di assistere le autorità competenti degli Stati membri per migliorare l’efficacia delle loro indagini e azioni penali.


Un intervento determinante per portare davanti al gup Antonia Aracri tre persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato attraverso il reato di falso materiale. Il presunto dominus dell’associazione, Marco Nieri originario di Lucca con autosalone a Porcari, ha patteggiato la pena di fronte al gup: un anno e sette mesi di reclusione con i benefici di legge. Ma nei suoi confronti, stando all’accusa, i beni in sequestro sono stati confiscati. Si tratta di un fabbricato nella Piana e di 40mila euro in un conto corrente riconducibile al soggetto condannato. Rinviati a giudizio per gli stessi reati Stefano Pocai e Andrea Biagioni entrambi originari di Barga, collaboratori di Nieri, e riconducibili alle società «Eurocar» e «Germancar» situate tra i comuni di Porcari e Altopascio.

L’inchiesta venne affidata per il 90% all’agenzia delle Dogane di Pisa e per

un 10% alla polizia stradale lucchese. Venticinque le vetture importate dalla Germania dagli imputati con il metodo ritenuto truffaldino. Al 90% si tratta di berline e di auto di lusso tedesche: gli ultimi modelli di Mercedes, Audi e soprattutto Bmw di grossa cilindrata. 

 

Fonte: Il Tirreno

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