[ALTOPASCIO] In 280 al pranzo di Natale di Sant’Egidio che ha “raddoppiato” con Pontetetto

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Si è rinnovato anche a Lucca l’appuntamento con il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio. Martedì 25 dicembre nell’ampia sala del complesso monumentale San Francesco con un secondo pranzo negli spazi della Scuola della Pace al centro parrocchiale di Pontetetto, erano in tutto oltre 280 le persone povere, con disagi quotidiani, anziani soli, richiedenti asilo, straniere di diverse etnie e famiglie in difficoltà che non sono state lasciate sole ma hanno condiviso con i volontari seduti al loro fianco la propria tavola.

Hanno partecipato al pranzo anche Ortensia, insegnante in pensione di Roseto degli Abruzzi, che ha dato due anni fa in comodato d’uso la sua seconda abitazione in città alla famiglia siriana Krikor, in fuga dalla guerra, lo stesso capofamiglia Dikran, i bambini e i giovani della Scuola della Pace della comunità, alcuni ospiti del Centro Anziani di Monte San Quirico e i ragazzi profughi della Cooperativa Odissea. Presenti ai tavoli il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini che ha introdotto il pranzo di Natale e il consigliere regionale Stefano Baccelli.

Tutti, proprio come avviene sin dal primo pranzo di Natale a Lucca nel 2003, hanno così potuto sentire il calore come di una famiglia. «Questo – spiega Lino Paoli – è il senso del Natale che vogliamo. Deve includere tutti e nessuno si deve sentire escluso. In questi luoghi, in un mondo dove si costruiscono sempre più muri e sempre più si fanno i distinguo tra persone, noi invece abbiamo ambienti dove ci si incontra, dove si costruiscono ponti tra giovani e anziani, tra stranieri e italiani, tra bambini e ragazzi. Una familiarità grande fatta nel giorno di Natale che rappresenta la città che vogliamo».

Ciascuno degli ospiti del pranzo, ha ricevuto da Babbo Natale un regalo personalizzato. Fra le storie raccontate ai volontari capotavola, ecco quelle del complesso San Francesco. Giancarlo Gruber, origini tedesche da 25 anni in Italia. O Antonio, nativo di Maddaloni (Caserta) e vero e proprio manuale storico vivente che finalmente lavora in maniera costante dalla Versilia, dove abita, nella Piana. O racconti di speranza come quello di Catiuscia e Paolo, che da Altopascio dove stanno pagando il mutuo della casa, non sono voluti mancare per festeggiare il Natale dei loro sogni. Senza dimenticare storie di amici di lungo corso della Comunità come a Pontetetto quelle di Carlo o Gaetano, che hanno ricevuto cure ed attenzioni particolari festeggiando anche il loro compleanno.

Anche quest’anno il menù è stato variegato: zuppa di farro, lasagne con ragù o pomodoro, arrosto di tacchino, caciotta e pecorino dei caseifici lucchesi, padellata di verdure e dadini di patate della Garfagnana al forno, panettone e pandoro, frutta secca, spumante, caffè. Tanti ristoranti ed associazioni vinicole lucchesi della città hanno sostenuto il pranzo di Natale regalando pasti, cibi, bevande, tovaglie e stoviglie. Hanno dato il sostegno la Fondazione Crl, il Comitato popolare di piazza San Francesco con la disponibilità delle sue cucine, la parrocchia di Pontetetto e Misericordie di Lucca

e Lido di Camaiore. Senza dimenticare che il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio si è potuto realizzare grazie anche ai gruppi di donatori di sangue della Provincia che hanno donato un assegno di 700 euro, dopo la tradizionale “Pedalata per la vita” di settembre 2018. —

Fonte: Il Tirreno

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