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Accadde Oggi, 30 dicembre 1953: nel mondo viene messo in vendita il primo televisore a colori: in Italia il colore arriverà tra 26 anni!!

 

 

Ma per avere regolari trasmissioni a colori, bisognerà aspettare addirittura l’anno dopo: il 1977!

Mentre il resto dell’Europa viveva “a colori” già da un decennio.

Negli USA, per rendersi conto di come il nostro Paese sia sempre stato all’avanguardia, come i più credono ancora! si era sperimentato il metodo di trasmissione, già subito dopo la guerra ed era già perfezionato prima delle fine degli anni ’40.

 

 

di Daniele Vanni

 

 

La tv, che ha tantissimi “padri”, essenzialmente deve la sua esistenza a degli degli Scozzesi: forse, perchè volevano risparmiare sulla trasmissione delle immagini o sulla carta!!!

Addirittura alla metà dell’800, ad opera dello scozzese Alexander Bain, successivamente perfezionata da altri, si ebbe l’invenzione della trasmissione di immagini fisse (in pratica l’antenato del moderno fax).

La disponibilità di meccanismi di amplificazione dei segnali elettrici permise all’inventore scozzese John Logie Baird di costruire nel 1925 il primo prototipo realmente funzionante di televisore.

Si trattava di un apparato elettromeccanico, in quanto la scansione delle immagini avveniva tramite un disco di Nipkow. Il 26 gennaio 1926 Baird effettuò con successo quella che viene ritenuta la prima vera dimostrazione pubblica di trasmissione televisiva senza fili, di fronte a qualche decina di scienziati del Royal Institution e giornalisti invitati per l’occasione.

La televisione elettronica fu realizzata per la prima volta il 7 settembre 1927, dall’inventore statunitense Philo Farnsworthnel proprio laboratorio di San Francisco. La definizione è dovuta al fatto che sia l’apparecchio di ripresa delle immagini, sia quello di visione erano realizzati con un dispositivo elettronico, il tubo a raggi catodici, inventato dal fisico tedesco Ferdinand Braun nel 1897.Questa tecnologia è tuttora utilizzata: è stata tuttavia sostituita negli apparecchi di ripresa (telecamera) dai sensori CCD e CMOS, mentre negli apparecchi di visione (televisore, monitor e videoproiettore) dalla tecnologia al plasma, a cristalli liquidi (LCD), OLED e altre ancora in fase sperimentale.

 

 

E’ il 30 Dicembre 1953: il primo televisore a colori viene messo in vendita al prezzo di 1.175 dollari!

 

Con il termine: televisione a colori, si indica la tecnica di trasmissione e visualizzazione di immagini in movimento, complete dell’informazione di colore originale. Cioè, nè più, nè meno come le vede il nostro occhio.

La tecnica si basa fondamentalmente sulla scansione delle componenti di colore fondamentali (rosso, blu e verde) e sulla sua riproduzione su schermi mediante fosfori o pixel complessi, composti da tre elementi più piccoli, uno per il colore rosso, uno per il blu ed uno per aver uno o più accesso nel mondo virtuale e poté aver successo grazie al progresso delle tecnologie elettroniche e soprattutto alla progressiva riduzione delle dimensioni dei componenti.

Già nel 1939, fu proposto e adottato come riferimento un principio di compatibilità, in base al quale gli allora futuri programmi televisivi a colori dovevano essere visibili anche su televisori in bianco e nero, così come i programmi in bianco e nero dovevano essere visibili come tali anche su televisori in grado di riprodurre il colore. Questo principio, che consentiva la coesistenza di nuovi e vecchi apparati televisivi, fu seguito come principio di base per tutti gli sviluppi tecnici successivi.

I primi esperimenti di trasmissione a colore vera e propria avvennero verso la fine degli anni quaranta negli Stati Uniti.Durante questi esperimenti venne messo a punto quello che poi nel 1953 sarebbe divenuto lo standard NTSC (National Television Systems Commitee).

Le trasmissioni regolari ebbero inizio sempre negli Stati Uniti nel 1954.

Dalla metà degli anni sessanta, diverse altre nazioni cominciarono a diffondere programmi televisivi a colori: Francia, Gran Bretagna e Germania iniziarono le trasmissioni regolari nel 1967.

L’Italia fu uno degli ultimi paesi, il 1º febbraio 1977, ad avviare ufficialmente le trasmissioni a colori, dopo aver visto la lotta fra gli standard europei concorrenti SECAM e PAL e un periodo di ricezione delle trasmissioni provenienti da Montecarlo, dalla Svizzera e dalla Jugoslavia, spesso riprese e ritrasmesse da emittenti locali.

 

Alla metà degli anni ’70, tuttavia, la Rai già trasmetteva con cadenza quotidiana una serie di “prove tecniche di trasmissione”, consistenti in immagini statiche o in filmati con sottofondi di musica classica (l’esempio più famoso fu La gazza ladra di Rossini, utilizzata come commento musicale a un filmato relativo a un gruppo di persone intente a visitare uno zoo).

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