PORCARI Blocco ai diesel Euro 3, Capannori e Porcari frenano – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

Allarme smog, i Comuni di Capannori e Porcari dicono “ni” alla proposta di estendere il divieto di circolazione anche alle vetture con motore diesel Euro 3. In sostanza, prima gli incentivi e poi misure più restrittive.

Una questione tornata al centro del dibattito della Piana di Lucca, maglia nera in Toscana per i livelli di Pm10, dopo il record di sforamenti nel 2018 e un 2019 iniziato con i valori dei pm10 e pm2,5, le particelle infinitesimali di inquinamento che escono dai tubi di scappamento delle auto e dagli impianti di riscaldamento delle case e dai fuochi accessi con la legna in campagna, schizzato alle stelle nella centralina di rilevazione di Capannori. Da qui la valutazione dell’assessore del Comune di Lucca, Francesco Raspini, di limitare la circolazione anche alle auto classificate Euro 3.

«È una proposta che la Regione ha già messo sul tavolo, ma non vogliamo mettere in difficoltà le famiglie – chiarisce la posizione del Comune di Capannori l’assessore all’ambiente Matteo Francesconi – se la Regione vuole bloccare gli Euro 3, che comunque inquinano meno rispetto alle biomasse, come hanno già fatto in altre regioni del Nord, soprattutto della Pianura Padana, servono incentivi per consentire alle famiglie di sostituire l’auto».

Capannori il suo pacchetto di proposte c’è l’ha e lo ha già inviato alla Regione. Incentivi per i biotrituratori che risolverebbero il problema degli abbruciamenti, piantumazioni di alberi e la trasformazione dei caminetti da aperti a chiusi. C’è anche una quarta proposta, quella di “agevolazioni per il trasporto pubblico locale nel periodo invernale”. Richieste fatte un anno fa, «ma senza risposte» afferma Francesconi.

Per il vicesindaco ed assessore all’ambiente di Altopascio Daniel Toci è necessario un «gioco di squadra in visto del nuovo Piano d’azione e procedere anche con una diffusa campagna di sensibilizzazione, partendo dai più giovani e dalle scuole, sui danni delle pm10. Abbiamo anche realizzato un video illustrativo».

Quella sinergia che non c’è stata secondo il sindaco di Montecarlo, Vittorio Fantozzi. «La politica del divieto si rivela fallimentare e inasprirla è inutile, serve un confronto tra tutti i sindaci che ho più volte sollecitato senza una risposta e aiuti concreti da parte della Regione».

Sulla valutazione del Comune di Lucca di “staccarsi” dalla centralina di Capannori (in via Piaggia) Francesconi replica con i dati di Arpat. «I report ci dicono che la Piana, con alcune variazioni molto piccole, è il territorio unico ed omogeneo sotto l’aspetto dell’inquinamento e delle polveri sottili. Lucca può prendere le sue decisioni ma il problema non è la centralina ma trovare soluzioni efficaci».

A Porcari, una zona particolarmente colpita dallo smog, la stazione di rilevamento delle polveri sottili è stata spenta alla fine del 2017, perché un doppione di Capannori come dimostrato dai dati Arpat. «Piuttosto – dice il vicesindaco con delega all’ambiente Franco Fanucchi – dobbiamo impiegare le risorse in un nuovo studio sulle fonti inquinanti, i dati ormai risalgono a dieci anni fa, e in una campagna di sensibilizzazione

tra i cittadini. Inoltre senza i controlli dei vigili le ordinanze anti smog sono inutili». Intanto sull’onda dell’emergenza fino a domenica resta in vigore il divieto di accendere caminetti e delle stufe alimentati a biomassa e cicolazione delle auto con i vecchi diesel. —

Fonte: Il Tirreno

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