[REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA] Salute: Riccardi, con migliore produttività no tagli costi personale

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Trieste, 20 mar – L’intervento della Giunta di ulteriori 80 milioni di euro affinché anche le Aziende sanitarie (Trieste e Udine) che hanno chiuso in passivo il bilancio possano riconoscere le premialità ai lavoratori meritevoli (su una base totale di 9mila unità) e il chiarimento che le linee guida nazionali prevedono un taglio dei costi del personale del Servizio sanitario regionale (Ssr) dell’1 per cento “e non un taglio del personale dell’1 per cento”. Una condizione dettata da un provvedimento del governo precedente e già ottemperata dalla Regione nella scorsa legislatura, ma che può essere modificata migliorando la produttività, oltre che con una modifica della legge a livello parlamentare.

Questi alcuni dei concetti espressi oggi a Trieste, in sede di Commissione III del Consiglio regionale, dal vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, affrontando il tema della spesa del personale nel sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia.

Presentando le slide ai consiglieri, Riccardi ha illustrato l’andamento dei costi del personale dell’Ssr evidenziando il salto della spesa da 983.059.525 euro del 2015 a 1.016.893.329 del 2018. Per quel che riguarda invece l’incidenza del costo – sempre del personale – sul valore della produzione, il dato regionale corrisponde al 36,42 per cento (946.099.390 euro su 2.597.551.283). Una delle percentuali più alte a livello nazionale.

L’assessore, puntualizzando che il confronto odierno affrontava il tema dal punto di vista dell’indirizzo politico, ha ricordato come i manager delle aziende per l’anno corrente hanno a disposizione la cifra complessiva di 2 miliardi e 350 milioni euro, 105 milioni in più dell’ultima legge di stabilità della scorsa legislatura, “per cui mi aspetto dalla dirigenza quel senso di responsabilità necessario a governare le strutture con il fine di conseguire obiettivi programmatici”.

Continuando nella presentazione delle cifre, Riccardi ha ricordato come il 2018 abbia chiuso con l’esaurimento delle graduatorie degli infermieri avendo attribuito in totale 654 unità, mentre per quel che riguarda gli Operatori socio sanitari (Oss) ci sono 300 nuove unità da poter assegnare; infine sono state esperite 9500 domande per il nuovo concorso riservato agli infermieri che andrà a soddisfare un fabbisogno di 550 posti.

“Il 2018 – ha spiegato il vicegovernatore – ha chiuso rispetto all’anno precedente con 150 unità in più di infermieri, 64 nuovi Oss, 131 stabilizzazioni di precari nelle Aziende e altre 38 sono programmate nel 2019. Al momento, rispetto ai pensionamenti relativi alla Quota 100, abbiamo complessivamente segnalate alle Aziende 13 richieste a quella di Udine, 16 alla n.2, 4 alla n.3, 5 alla n.5, 2 al Cro di Aviano e 4 al Burlo di Trieste”.

Il confronto con la Commissione ha toccato anche la questione relativa al rapporto con i privati e quindi alla possibilità di aumentare la platea degli accreditamenti. In questo Riccardi, ribadendo di essere un sostenitore del servizio pubblico, ha sottolineato come quello dei tempi delle liste di attesa e del significativo ricorso da parte dei pazienti alle strutture accreditate del servizio sanitario del Veneto rappresenti un problema serio che merita attenzione, “senza considerare un totem intoccabile quello che i numeri dicono essere un rapporto, tra Regione e privati, ragionevolmente estensibile nell’ottica di un miglioramento delle prestazioni erogate ai cittadini”. ARC/GG/ppd

 


 

Fonte: Regione Friuli Venezia Giulia

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