Casa di riposo, una storia da verificare

da
Advertising

Accertamento dei fatti. E’ quello che chiedono tutte le parti in gioco dopo l’episodio verificatosi alla casa di riposo di Altopascio, in via Giovanni Paolo II dove, nei giorni scorsi, ad una signora di 80 anni, Luigia Andreotti, è sparita una catenina d’oro. La famiglia ha presentato denuncia ai carabinieri di Altopascio. I dirigenti della struttura parlano di smarrimento. Tanto è vero che è prevista una minuziosa ricerca (dopo quelle già eseguite negli altri ambienti) anche in lavanderia. Il legale rappresentante e presidente della cooperativa La Salute che gestisce la RSA altopascese, Enrico Simonetti, replica: “E’ la prima volta che in tanti anni di lavoro mi trovo a gestire un simile episodio, sono dispiaciuto. Verificheremo. La nostra esperienza in materia di case di cura vanta una storia di almeno dieci anni, siamo radicati nella realtà lucchese con servizi alla persona di vario genere, che vanno dall’assistenza domiciliare alla gestione in full services di strutture storiche come il San Cataldo con il relativo ospice oncologico di recente apertura. In nostri servizi sono improntati sulla centralità e l’unicità dell’ospite, con un’attenzione particolare alla relazione con la persona che si affida ai nostri servizi e i parenti che la accompagnano. I nostri dipendenti sono scelti con cura e considerati “di famiglia”, svolgono il loro lavoro con precisione ed affetto”.

Advertising