Il comune di Montecarlo non avverte quando ci sono i consigli comunali

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Ho saputo del consiglio comunale a Montecarlo convocato per il 22 marzo solo la mattina del 23. Niente mail, niente ordine del giorno, nulla a me personalmente, nulla in redazione. Nessuna telefonata, manco un sms. Consigli carbonari a Montecarlo? Mi si risponderà che c’era molta gente, perché la seduta era aperta ai genitori sulla questione della scuola. Siccome non vivo nel delizioso paesino sul colle del Cerruglio, non posso beneficiare dell’inevitabile tam tam orale che accompagna la vita di tutte le piccole comunità. Ciò tra l’altro non deve costituire giustificazione. Anzi, è una aggravante. In caso di consigli dove il pubblico ha facoltà di intervenire, dove ci può essere anche un pizzico di tensione, andrebbero avvertite anche le forze dell’ordine. E non mi riferisco ai vigili di servizio, ma ai carabinieri. Sarà mia premura verificare se la stazione CC di Altopascio era stata avvertita. Poi chiederò al signor Prefetto il motivo per cui il sindaco Fantozzi, così premuroso e sensibile nel voler apparire sui giornali, non avverte il sottoscritto in occasione di pubbliche assemblee come i consigli comunali. E’ già la terza volta durante il suo breve ma intenso mandato. Lo scorso 6 febbraio, in occasione di una conferenza stampa, arrivai con 5 minuti di ritardo. Un ritardo annunciato alla segretaria, quindi conosciuto. Quando giunsi in comune, la conferenza era già iniziata, (quindi non mi avevano atteso) e nessuno mi disse nulla. Della serie, che sei venuto a fare? Tanto c’è la televisione. Di te non mi interessa. Strano tutto ciò. Perché in campagna elettorale l’atteggiamento era molto diverso. Sarà bene che a Montecarlo si mettano nella testa che serve RISPETTO per la professione di tutti.

Massimo Stefanini

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