Elezioni regionali: la controtendenza è costituita dalla quasi parità

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Più che una replica, una precisazione ad un nostro lettore. Di solito si dice che il calcio è materia opinabile. Però alla fine dei 90 minuti e recupero, c’è un risultato. Spesso non aderente a quanto accaduto in campo, talvolta inficiato da errori arbitrali. Ma quello rimane. In politica la situazione è assurda. Hanno vinto tutti. Chi ha ottenuto più voti ok, ma chi ha accusato una flessione in ogni caso dice di essere decisivo per le alleanze, di aver “tenuto” e bla bla bla. Quando ho parlato di controtendenza ad Altopascio volevo significare che se nella stragrande maggioranza dei comuni toscani, anche quelli di centrodestra (ci sono i dati oggettivi a dimostrarlo) Rossi ha carpito all’elettorato la maggior parte delle preferenze, pur tenendo conto dell’astensionismo, è abbastanza singolare Altopascio dove invece, di pochissimo, ha prevalso la Faenzi. La quasi parità, come dice “fisiomonachino” è quella che costituisce la controtendenza rispetto ad un dominio di Rossi il quale adesso dovrà dimostrare di fare, di costruire una Toscana diversa, senza gap infrastrutturali ad esempio. Ma i suoi alleati “dipietristi” (ben rappresentati anche numericamente nel Parlamentino toscano) e della sinistra più radicale, saranno d’accordo con i rigassificatori e le nuove strade ? O si assisterà ad un lustro di immobilismo, una palude decisionale come già avvenne per un certo Governo Prodi? Basta attendere. Al di là di queste valutazioni, ognuno la pensi come vuole. Solo che i numeri, pur interpretabili, di solito dicono la verità.

Massimo Stefanini

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