Cinema Puccini: “Perché non è stato ricordato Carlo Orsucci?”

da
Advertising

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di una lettrice, la signora Laura Tosi sul cinema Puccini:

“Dopo aver letto l’articolo riguardante la prossima inaugurazione del caro e vecchio Cinema di Altopascio,vecchio di oltre cento anni, era dei miei bisnonni, caro affettivamente perché l’ho vissuto insieme ai miei nonni, Carlo e Lina Orsucci, che da Teatro qual era in origine e che fu teatro della loro giovinezza, lo trasformarono in cinema con grande successo. Gli altopascesi,da sempre, associano il nome del Cinema Puccini a quello di Carlo Orsucci che, inoltre, aveva anche una famosa sala da ballo conosciuta molto al di fuori di Altopascio. Il teatro, un tempo, era anche un luogo dove si tenevano, oltre agli spettacoli e le opere liriche, i ricevimenti e i ” veglioni”, momenti di festa e di coesione fra i paesani. Il mio bisnonno chiese di poter intitolare il teatro al maestro Puccini che rispose personalmente, entusiasta e lusingato, come lo sono io di possedere questa lettera, non solo per l’autografo ma proprio perché fa parte della storia della mia famiglia. Famiglia che ha ceduto il Cinema al Comune proprio ed a condizione di non vederne ” morire ” la storia ed il nome.

Quello che non è tollerabile è pensare che invece di commemorare gli Orsucci, si pensi ad una targa per Bernardini, personaggio che peraltro ho conosciuto in quanto amico del mio nonno Carlo ma che nulla ha a che vedere con Altopascio e tanto meno con il Cinema Puccini.Bernardini ha fatto fortuna altrove ed ha fatto il bene di Focette con la sua Bussola e quello è il suo merito. Ad Altopascio il mio nonno Carlo Orsucci ha dedicato la vita ed è stato l’unico che a quei tempi ha portato cultura e divertimento e, nello stesso periodo in cui Bernardini lanciava la Bussola, portava a La Perla, la sala da ballo nata nel 1957, i nomi più prestigiosi della canzone italiana. Questo bisognerebbe scrivere nella targa e ricordare le varie tappe della storia del Teatro Puccini, documentare la sua trasformazione in Cinema e magari esporre il premio ricevuto da Carlo Orsucci come uno dei più anziani cinematografari d’Italia, direttamente dal presidente della Repubblica nel 1961. Sarebbe bello che i nuovi Altopascesi conoscessero le origini del paese, quelle vere però, scoprirebbero che il signor Carlo, come lo chiamavano tutti, aveva anche suonato il pianoforte dietro il telone dello schermo per fare la colonna sonora dei film muti e che sapeva stare in ” cabina ” a manovrare la macchina da proiezione e ad aggiustare le pellicole quando si bruciavano. La targa di Bernardini?? No, la rifiuto, è un’offesa nei confronti di Carlo Orsucci e della sua famiglia. Credo che sia giusto ricordarlo, il Bernardini, in altre sedi che non sta a me indicare, ma assolutamente non lì”.

Laura Tosi

Advertising