A giudizio tre dirigenti della Società Autostrade per l’incidente al casello di Altopascio con 4 morti

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E’ GIUNTO alle battute finali il processo per il terribile incidente stradale avvenuto la notte del 6 gennaio 2007 sull’autostrada Firenze-Mare nei pressi del casello di Altopascio in prossimità di un cantiere stradale che secondo l’accusa non era segnalato a dovere. Nello scontro morirono quattro persone: Letizia Bellacci, odontoiatra fiorentina e i due figli Pietro e Nicolò Quercetelli, di 11 e 7 anni, oltre a una ragazza abitante a San Ginese di Compito, Chiara Francesconi di 31 anni. A giudizio con l’accusa di omicidio colposo plurimo, sono rimasti tre dirigenti della società Autostrade per l’Italia spa: Riccardo Rigacci, 47 anni, direttore del IV Tronco, Riccardo Rallo, 59 anni, responsabile dell’Unità informazione e controllo traffico dello stesso settore e Lanfranco Bernardini, 56 anni, direttore dei lavori della «Spea», società che aveva la direzione dell’intervento di adeguamento del ponte autostradale sul torrente Pescia che aveva comportato una modifica temporanea delle corsie nel tratto interessato dal pauroso incidente. Ieri il pm ha chiesto la condanna di tutti e tre gli imputati a otto mesi di reclusione per concorso in omicidio colposo plurimo. Da parte sua l’avvvocato della parte civile, Sigfrido Fenyes, ha chiesto una provvisionale di 200mila euro come risarcimento per l’unico superstite della tragedia: il commercialista Andrea Quercetelli, 48 anni, che a suo tempo aveva patteggiato due anni di reclusione, interamente condonati. Prossima udienza il 15 marzo per le arringhe di difensori e le altre parti civili, mentre la sentenza del giudice Letizia Di Grazia è attesa per il 29 marzo.

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