A Chimenti il parcheggio serviva vicino all’asilo e al bar oltre che alla chiesa

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Saper coniugare le attività produttive e il loro sviluppo con una politica che favorisca la qualità della vita. Tradotto in lingua machiavellica, compromesso. Mediazione. In diritto amministrativo si distingue tra diritti soggettivi e interessi legittimi. Dove finisce il diritto di un esercizio commerciale di coltivare i clienti e di favorirne l’incremento e dove comincia invece l’interesse di una comunità alla sicurezza visto che gli avventori del locale parcheggiano su una strada molto trafficata? Avrete certamente intuito che stiamo parlando di località Chimenti, estremo lembo del territorio comunale altopascese. Il bar ha l’ingresso proprio sulla provinciale. C’è un rettilineo in direzione Altopascio, una semicurva pericolosissima verso Galleno. La gente parcheggia dove trova: anche all’interno della carreggiata, perché di fronte al bar ci sono campi o proprietà private. Già c’è un restringimento naturale, se ci mettiamo poi i veicoli di traverso sulla banchina, allora lo spazio è angusto. E chi si trova a passare a piedi? Deve dribblare le vetture, spostandosi pericolosamente verso la mezzerie, rischiando di essere travolto.  Piacerebbe ai residenti che si trovasse una soluzione efficace. Recentemente è stato inaugurato un nuovo parcheggio, (nella foto) che però servirà solo per la chiesa. Impensabile che gli automobilisti lascino il loro bolide alla chiesa per andare al bar. Allora facciamo una nuova area di sosta. Perché quando poi si verificano le tragedie si piange. 

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