Panem, lavoratori divisi e sindacato sotto accusa

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Colpo di scena nella vicenda Panem: sul banco degli imputati, per gli addetti, sale anchela Cgil.“Siamo delusi da un sindacato,la Cgil, che ci dovrebbe garantire maggiore tutela e siamo pronti ad occupare l’Inps a Lucca se non ci arriveranno le spettanze della Cassa Integrazione”. Qualcuno ha anche promesso di stracciare la tessera del sindacato. Momenti di tensione in località Triboli a Altopascio, di fronte allo stabilimento Panem, con i lavoratori in presidio da dicembre divisi (sfiorata anche la rissa) dopo il responso del referendum nel quale ha prevalso il No alla bozza di accordo proposta dal gruppo Novelli, la holding umbra che giusto 12 mesi fa acquistò la fabbrica altopascese, salvo disimpegnarsi nel giro di pochi mesi, delocalizzando la produzione a Milano e licenziando circa 60 persone. 20 i “no” e 19 i “sì”, questo l’esito della votazione. “La situazione è grave perché si devono rispettare i metodi democratici. L’intesa che ci veniva prospettata non ci garantiva nessuna prospettiva per il futuro – commenta Roberto Bleusi RSU dell’azienda – perché si tratta delle stesse promesse di Novelli a Roma a febbraio. Avevamo già rifiutato perché l’anticipo del TFR di 4 mila euro lordi in 4 rate, diventava una sorta di incentivo all’esodo ma subordinato a troppe condizioni: la modifica del concordato, l’accettazione del Tribunale di Monza, il placet del comitato dei creditori. Insomma – puntualizza Bleusi – nessuna certezza. Niente di definito. Con il contentino di poter produrre 20 quintali al giorno, quantità irrisoria e bastante al massimo per 4-5 ore al giorno a 3-4 persone. Ma per darci questo si pretendeva lo sblocco immediato del presidio e lo sgombero dello stabilimento”.

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