Carabiniere condannato per aver arrestato troppo…violentemente il tunisino sorpreso a rubare: successo del conto corrente aperto da Marchetti in solidarietà

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carabinieriUn secondo capitolo giudiziario. La vicenda del carabiniere condannato per l’arresto giudicato troppo violento di un uomo di origine tunisina sorpreso in flagranza di reato a rubare il rame all’interno di un capannone di un cartiera della Piana, dovrebbe sfociare in Appello. Il militare dell’Arma, in accordo con il suo legale sta valutando questo nuovo percorso dibattimentale per cercare di ribaltare la sentenza di primo grado che gli ha inflitto sei mesi di reclusione, pena sospesa, e l’obbligo del risarcimento danni alla parte civile, 7500 euro, oltre ad una provvisionale di 3 mila e alla rifusione delle spese processuali. Tra l’altro, proprio sotto questo profilo, si è scatenata una vera gara di solidarietà nei confronti dell’esponente delle forze dell’ordine dopo l’attivazione, lunedì mattina, da parte del sindaco di Altopascio di un conto corrente dedicato alla Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, Gruppo Banco Popolare. Solo ieri sul nostro quotidiano sono state pubblicate le coordinate bancarie ma l’azienda di credito ha confermato che nel frattempo sono già arrivati una trentina di bonifici. L’account facebook “Io sto con il carabiniere”, creato dallo stesso Marchetti, ha raccolto alcune migliaia di adesioni. Il consigliere provinciale di Forza Italia è stato contattato ieri da Magdi Allam, 62 anni, giornalista, scrittore, politico di origine egiziana. “Allam ha appoggiato la nostra iniziativa di sostegno alle forze dell’ordine, non solo a livello morale ma anche l’idea del conto corrente ad hoc – commenta Marchetti, – mi fa piacere che un personaggio come lui sia d’accordo. Le sentenze comunque vanno rispettate”. Vista l’eco a livello nazionale, si attendono gli sviluppi dell’interrogazione parlamentare del senatore Altero Matteoli a cui si aggiungerà anche quella di Fratelli d’Italia- Alleanza Nazionale che in una nota commentano: “Impensabile per le forze dell’ordine prescindere dal ponderare all’occorrenza la necessaria determinazione nel corso di arresti o fermi di chi è colto in flagranza di reato. Si rischia di minare così la fiducia dell’opinione pubblica in chi deve assicurare la sicurezza. Abbiamo informato il nostro gruppo parlamentare per presentare interrogazione atta a fare chiarezza sulla vicenda”.

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