Ripartono gli scavi archeologici a Badia

da
Advertising

searchUltima, in ordine di tempo, è la tv spagnola National Geographic . I risultati degli scavi di Badia Pozzeveri stanno sempre più interessando il mondo accademico, della ricerca e dell’informazione scientifica mondiale.
Sono infatti ripresi dal 22 giugno le ricerche archeologiche sul sito dell’antica abbazia di Pozzeveri. La quinta campagna di scavi vede all’opera un’equipe multidisciplinare italo americana coordinata dal prof. C.S. Larsen dell’Ohio State University e dal prof. Gino Fornaciari dell’Università di Pisa, mentre la direzione del cantiere di scavo è affidata al dott. Antonio Fornaciari.
Grazie ai finanziamenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, al supporto del Comune di Altopascio, ente concessionario di scavo nella persona del Sindaco Maurizio Marchetti, ed al sostegno del Comitato paesano di Badia Pozzeveri, per sei settimane saranno presenti sul cantiere una quarantina di operatori tra studenti, laureandi, dottori di ricerca e specializzandi in archeologia e antropologia.
Il progetto, che ha guadagnato la copertina di Science nel dicembre 2013, ha l’obiettivo di ricostruire stile di vita, malattie e caratteristiche fisiche delle popolazioni medievali e postmedievali di un centro collocato lungo la Via Francigena; di ricostruire l’evoluzione dell’insediamento monastico, il suo sviluppo e la sua decadenza.
La ricerca si sta concentrando su varie aree di scavo: le aree cimiteriali medievali e postmedievali collocate intorno alla chiesa di San Pietro; la chiesa abbaziale medievale; l’area del chiostro e degli ambienti del corpo occidentale adibiti a magazzini e foresteria.
Una grossa novità della campagna Fieldschool 2015 è la collaborazione instaurata con il Centro di Speleologia Urbana Sostenibile (CSUS) di Genova, che ha messo in sicurezza ed attrezzato l’area del chiostro abbaziale per l’esplorazione in profondità dei depositi del pozzo medievale. E’ stato possibile realizzare un rilievo dettagliato del pozzo, ed iniziare lo scavo dei depositi interni. Sono quindi emersi elementi architettonici medievali, reperti ceramici e depositi organici che daranno informazioni importanti per la ricostruzione paleoambientale.

Advertising