Sequestrato capannone a Marginone, dentro lavoravano e dormivano decine di cinesi

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Quelle luci accese anche in piena notte e i rumori continui hanno insospettito i residenti in zona e le forze dell’ordine perché si trattava della prova che all’interno di quel capannone ubicato pochi metri prima di giungere al sovrappasso della Firenze-Mare, sulla via Mammianese, la strada provinciale che unisce Altopascio, con la frazione di Marginone, stava fervendo una attività potremmo dire a ciclo continuo. E la previsione si è rivelata giusta. In particolare, alcune decine di persone di origine cinese erano addette a diverse macchine da cucire che producevano abbigliamento di vario genere che poi sarebbe stato veicolato sul mercato magari a prezzi ridotti, con possibili ripercussioni per la concorrenza. Così è scattato il blitz da parte degli uomini della Questura di Lucca, in collaborazione con gli agenti della polizia municipale di Altopascio, i tecnici dell’Asl per la verifica dello stato dei luoghi e quelli dell’ispettorato del lavoro per monitorarne le condizioni in termini di sicurezza ma anche di regolarità sotto il profilo dell’inquadramento degli addetti impiegati e alle rispettive figure professionali, oltre ai colleghi dell’Inail e della previdenza sociale per gli accertamenti del caso. Gli inquirenti si sono trovati di fronte a numerose presenze di individui che svolgevano le rispettive mansioni a pochi metri di distanza dal luogo dove invece dormivano e cucinavano, dove vivevano abitualmente in una commistione tra attività produttiva nel ramo tessile e quella dedicata al riposo o alla cottura dei cibi. Tutto ciò con carenze sotto il profilo igienico-sanitario. L’immobile è stato così posto sotto sequestro.

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