Campagna elettorale moscia, i candidati vincenti dovranno risolvere il problema del lavoro

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elezioni-comunaliAltro che migranti. Quello è un problema enorme ma che riguarda uno status particolare di chi arriva da condizioni estreme per guerre e calamità. Chi vincerà le elezioni altopascesi dovrà risolvere una nuova emergenza: il lavoro. La gente lo chiede disperata. Le famiglie non ce la fanno. Altro che ripresa. Chi specula su ciò è davvero cinico. Vi sono persone, ex borghesi, benestanti, ex commercianti (è notizia di questi giorni che a Altopascio un noto imprenditore, conosciutissimo, venderà all’asta attività e casa per racimolare denaro e far fronte agli impegni) o semplicemente ex dipendenti che vanno a mangiare alla Caritas. Prima le persone si recavano in Comune per il lampione, la buca nella strada, l’organizzazione di manifestazioni. Adesso solo per chiedere aiuto economico e magari un lavoro socialmente utile. Ma non c’è. Dove sono le imprese che Marchetti aveva promesso di catturare e di portare a Altopascio? Se ne sono andate da altre parti.

Chi diventerà sindaco tra i 4 dell’Ave Maria dovrà ricordare che trovare una occupazione sarà il ritornello. Del Sarto del resto ha pensato alla cooperativa: a fare le pulizie le donne, tagliare l’erba gli uomini. Vedremo.

Intanto una prima certezza, a poche ore dal voto ormai si può ratificare: una campagna elettorale moscia e piatta come l’attuale non l’avevamo mai vista. Nel 2006 il nostro sito organizzò un confronto elettorale serio che riscosse un successo enorme. Sembrava di essere allo stadio. Quello in teatro l’altro giorno sembrava di essere in chiesa.

Qualche timido applauso e se togliete i candidati nelle liste partecipanti alla competizione elettorale e i relativi parenti, di presenze pochine. Il teatro ha una capienza di 500 posti, non era pieno in galleria, togliete chi si era candidato e le mogli e i mariti e di pubblico effettivo ne rimane poco. Certo, molti hanno pensato che potevano vederselo tranquillamente in tv.

Nel 2006 vennero in 1500, con la gente che stava fuori in coda sotto la pioggia! Anche sui contenuti, una omologazione completa, quasi che i programmi fossero stati scritti da una persona per tutti e 4. Poche idee, confuse, super superate. Niente di originale. Poi i big. Salvini ha sparato le cartucce su migranti e Prefettura prima di parlare del suo libro, la Giannini è arrivata, il tempo di fare due foto e via. Marcucci venne alla presentazione della D’Ambrosio. E Remaschi? Ah, no, scusate quello è in lista. Magari arriveranno i soldi per il palazzetto dello sport se vincerà la D’Ambrosio.

Comunque, adesso parleranno le urne, la campagna elettorale? Meno male che è finita…

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