PORCARI Anche chiodi, spilli e vetri per uccidere – Cronaca

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Porcari (LUCCA) –

PORCARI. Spille nelle polpette, bocconi al veleno o al vetro, e wurstel con i chiodi: lo scorso anno sono stati numerosi gli episodi di tentata (e in alcuni casi riuscita) soppressione di animali – anche se in queste circostanze la vera bestia era quella a 2 zampe – venuti alla luce nel nostro territorio. Con un allarme particolarmente alto nella Piana.

A inizio anno a essere presi di mira furono i gatti, a Capannori: cinque mici furono trovati morti in rapida successione, e, all’ennesimo episodio, gli accertamenti dimostrarono che uno di loro (e presumibilmente anche gli altri) erano stati avvelenati.

Poi, a fine marzo, nella frazione porcarese di Rughi, il caso di Zampa: il meticcio di un anno di proprietà di Mirko Doroni e Rachele Pinzauti, tornato a casa con un boccone tra i denti. Togliendolo il proprietario si punse: nel boccone c’era infatti uno spillo. Da qui la corsa dal veterinario, per assicurarsi che Zampa non avesse ingerito altri spilli. Cosa che era invece successa, come emerse dalla radiografia. Il cane, tenuto in osservazione, riuscì a espellere da solo lo spillo, che avrebbe potuto provocare conseguenze devastanti e dolorose, senza bisogno di ricorrere a un’intervento chirurgico. La vicenda di Zampa offrì lo spunto per una mobilitazione politica, che vide impegnati l’ex segretario di Fratelli d’Italia di Lucca Marco Santi Guerrieri e il consigliere comunale Riccardo Giannoni.

Nemmeno due mesi dopo, sempre a Porcari, in via delle Pollinelle, i vigili urbani guidati dal comandante Manlio Mancino, insieme alle guardie ecozoofile dell’Anpana, diedero vita a controlli dopo il ritrovamento, mella zona, di un wurstel “imbottito” di chiodi che, se ingerito da un cane, avrebbe potuto avere conseguenze devastanti.

Poco distante, qualche mese dopo (a settembre) fu Figaro a rischiare moltissimo. Figaro è il nome del border collie che fu salvato dal veterinario dopo che era stato ferito in modo grave da alcuni frammenti di vetro. Quei frammenti

erano in una polpetta che il cane aveva trovato nei gairdini di via Martiri Lunatesi a Capannori, una zona molto utilizzata dai proprietari dei cani per far fare loro una sgambata. E, nella stessa zona, il proprietario di Figaro trovò anche un’altra polpetta a base di vetro. (l.s.)

Fonte: Il Tirreno

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