[REGIONE UMBRIA] VALUTAZIONE POLITICHE PUBBLICHE: “VERIFICA LEGISLAZIONE PRODOTTA DALLE REGIONI: UNA PRIORITÀ DELLE ASSEMBLEE E…

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(Acs) Perugia, 17 febbraio 2017 – “La verifica della qualità della legislazione prodotta deve rappresentare una assoluta priorità delle Regioni. L’obiettivo è quello di ottimizzare il percorso per definire risultati utilizzabili, per questo servono risorse professionali ed una sempre più stretta collaborazione tra Assemblee legislative ed Esecutivi. Controllo e valutazione che vadano oltre gli atti ispettivi che i consiglieri regionali pongono agli Esecutivi”. È quanto emerso stamani dal workshop che si è svolto a Palazzo Cesaroni, organizzato dalla ‘Conferenza dei presidenti delle Assemblee e legislative di Regioni e Province autonome’, dal Progetto ‘CAPIRe’ (Controllo delle Assemblee sulle Politiche e gli Interventi Regionali), dall’Assemblea legislativa dell’Umbria e dedicato alle iniziative promosse dalle Assemblee legislative per valutare un intervento o una politica regionale e le principali fasi di realizzazione per coglierne tratti distintivi e snodi cruciali, fattori critici e fattori di successo. In sintesi, la valutazione delle politiche pubbliche. 

Ai lavori hanno preso parte i tecnici che nelle Assemblee legislative si occupano di analisi e valutazione delle politiche pubbliche e quelli degli enti regionali di ricerca che spesso supportano le Assemblee in attività di analisi e valutazione delle politiche pubbliche, per promuovere la condivisione di riflessioni e obiettivi di miglioramento delle pratiche valutative.

I lavori seminariali sono stati aperti dalla presidente dell’Assemblea legislativa, Donatella PORZI  che si è soffermata sul titolo ‘Missione: impossibile?’: “È una provocazione – ha detto -.  Tutti noi pensiamo che quello della valutazione della legislazione prodotta dalle Regioni sia un processo difficile che necessita di un grande impegno, di una comprensione del valore della valutazione e dell’esigenza di un diverso modo di agire all’interno delle Assemblee legislative. Chi ha lavorato all’interno del gruppo CAPIRe ha riscontrato innegabilmente criticità. Tutti siamo convinti dell’importanza di valutare con attenzione un processo perché rappresenta un elemento legato all’attività legislativa. Progettare significa stabilire degli obiettivi, fare un’analisi dei prerequisiti di base, prevedere un monitoraggio costante, mettendosi nella condizione di poter, se necessario, rettificare e correggere le parti non funzionanti a causa di possibili variabili non considerate a priori. Le strutture, spesso, sono troppo rigide ed abituate a lavorare a compartimenti stagni, serve invece creare connessioni e relazioni tra gruppi di lavoro per rendere più efficace la proposta. Il rapporto con l’Esecutivo deve essere diverso, più dinamico, sinergico rispetto a quello avuto finora. Il progetto CAPIRe, nato nel 2002 e che ha visto inizialmente aderire soltanto 4 Regioni, oggi vede un’adesione totale. Siamo tutti convinti che questa sia un’azione positiva da mettere in campo con decisione. E lo stiamo facendo bene. Per questo vorrei ringraziare i consiglieri regionali, unitamente alle strutture presenti, oggi, delle Assemblee legislative per lo sforzo che stanno portando avanti che mira a strutturare un sistema nuovo di lavoro. La partecipazione e la competenza proprie delle strutture delle Assemblee legislative è un dato di grandissimo rilievo. Come Conferenza vogliamo mettere in campo azioni concrete e l’aver realizzato un protocollo d’intesa con il Senato, che ha dato subito importanti risposte, rappresenta un importante passo in avanti. La collaborazione interistituzionale è il primo elemento su cui basare la nostra attività e la nostra dinamicità. Anche se stiamo vivendo un momento di incertezza politica, il lavoro delle Assemblee legislative non si ferma, perché siamo tutti consapevoli dei nostri compiti e delle nostre responsabilità. E rispetto a tutto ciò la valutazione delle politiche pubbliche assume importanza assolutamente prioritaria”. 

Dopo i saluti di Paolo Pietrangelo (direttore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative di Regioni e Province autonome), è intervenuto Silvano ROMETTI  (presidente Commissione speciale Riforme statutarie e regolamentari dell’Assemblea legislativa dell’Umbria): “La valutazione doveva essere incardinata fra le competenze del nuovo Senato, ma la riforma è stata bocciata, però andiamo avanti lo stesso. Era comunque previsto che venisse inserita una capacità di controllo e valutazione sulle attività svolte. Abbiamo le clausole valutative, che consentono di verificare l’efficacia e l’attuazione o meno delle leggi prodotte dall’Assemblea. Quindi abbiamo il Comitato di monitoraggio e vigilanza sull’amministrazione regionale, c’è un sistema per far fronte a questo adempimento di alta qualità. Bisogna passare realmente da un controllo di tipo formale, burocratico a uno sui risultati effettivi e sulle ricadute di una determinata legge sulla comunità regionale. Questo ci consentirà di ridefinire la programmazione e cambiare le scelte, anche arrivando ad eliminare le leggi che non hanno funzionato. A mio parere dobbiamo avvalerci anche delle Università. Da parte nostra, come commissione speciale, stiamo cercando di darci delle regole che vadano in questa direzione, vale a dire, almeno per quanto riguarda le leggi più importanti, mettere in campo capacità di analisi e una valutazione mirata. Si deciderà se lasciare tali funzioni in capo alle Commissioni o se istituire un comitato paritetico, oppure assegnare altre funzioni al Comitato di monitoraggio. Ciò che conta è che ci vuole una cultura rivolta agli obiettivi piuttosto che alla perfezione formale dell’atto, non limitarsi a un controllo burocratico. È necessario un diverso approccio culturale”. 

Sono intervenuti di seguito: Valentina BATTILORO (Direttore di ASVAPP e dello staff scientifico di CAPIRe) che ha parlato delle “missioni valutative: scopo di una riflessione”;  Michela ROCCA (Consiglio regionale della Lombardia): “Come nasce la domanda di valutazione?”; Andrea STROSCIO (Consiglio regionale del Piemonte e coordinatore del Laboratorio di Pratiche valutative di CAPIRe): “Come progettare una missione valutativa e affidarne l’incarico?”;  Simonetta SILVESTRI (Assemblea legislativa Umbria):“Come comunicare e utilizzare i risultati della valutazione?”;  Luca MO COSTABELLA (ASVAPP e staff scientifico di CAPIRe): “Parole chiave e prime questioni emerse”.
Dopo un breve dibattito, il Workshop si è concluso con l’intervento del vice presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Valerio MANCINI: “Le missioni valutative sono da considerarsi un ulteriore strumento che integra l’attività svolta attraverso le clausole valutative. Il ridimensionamento della funzione legislativa dell’Assemblea, verificabile nel numero limitato di leggi che si approvano, peraltro proposte in prevalenza dall’Esecutivo, non deve trasformarsi in una perdita del ruolo dell’Aula. È indispensabile rafforzare le funzioni di indirizzo e di controllo sull’applicazione delle leggi e di verifica dei risultati conseguiti. L’esito del referendum sulla riforma costituzionale, che attribuiva al nuovo Senato, tra l’altro, un ruolo nella valutazione delle politiche pubbliche, restituisce alle Assemblee Legislative la piena responsabilità di attuare la missione valutativa. Serve un salto di qualità per ottimizzare l’impiego delle risorse destinate alle politiche e agli interventi pubblici, sviluppando una cultura istituzionale che scelga la verifica dei risultati come linguaggio condiviso. Per questo è indispensabile la piena cooperazione, sia tecnica che politica, tra  l’Assemblea e le sue articolazioni e l’Esecutivo. L’acquisizione di dati e informazioni da parte dei soggetti attuatori della politica pubblica non deve essere considerata una funzione ispettiva, ma un momento collaborativo per aggiornare leggi e provvedimenti sulla base dei risultati conseguiti. Il legislatore, nell’approntare le leggi, risponde alle esigenze dei cittadini e dei territori ma, a volte, le condizioni cambiano o i risultati attesi non vengono conseguiti.  Abbiamo potuto constatare che, pur mettendo frequentemente in campo lo strumento della clausola valutativa, dall’ultima relazione ricognitiva sulla rendicontazione da parte della Giunta regionale, emerge che la percentuale di risposta è esigua, come del resto succede anche per le altre Assemblee.
Oggi è importante lavorare maggiormente per l’individuazione di modelli operativi e organizzativi che rendano la valutazione delle politiche un elemento costitutivo della vita delle Assemblee legislative”. AS/PG

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Fonte: Regione Umbria

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