MODENA – PIENA SOLIDARIETÀ DAL CONSIGLIO A VINCENZA RANDO

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Piena solidarietà all’avvocata Vincenza Rando, “una delle personalità, che in questi anni, più si è spesa per il contrasto della criminalità organizzata”, e al suo collega di studio Christian Mattioli Bertacchini, “responsabile Legalità del Partito democratico modenese”, per l’atto intimidatorio che hanno subito lo scorso novembre.

La esprime il Consiglio comunale di Modena con l’approvazione, nella seduta di giovedì 16 febbraio, di un ordine del giorno di Pd e Sel, illustrato da Caterina Liotti e su cui sono intervenuti anche i consiglieri Andrea Galli (FI), Elisabetta Scardozzi (M5s) e Marco Cugusi (Sel). Si sono espressi a favore tutti i presenti in Aula, a eccezione del gruppo FI che ha precisato di “non essere contrario a solidarietà verso chi ha combattuto la mafia in questi anni”, ma di ritenere che nell’ordine del giorno ci siano “una serie di illazioni, in quanto le forze dell’ordine non hanno trovato indicazioni a suffragio dell’ipotesi contenuta nel documento”.

Nella mozione, il Consiglio comunale valuta “molto grave” l’intrusione da parte di ignoti nello studio della Rando, “da leggersi quale atto intimidatorio non solo verso l’avvocata Rando, ma anche verso le Istituzioni modenesi che nella stessa sera erano riunite per confrontarsi su strumenti e azioni per combattere la criminalità organizzata”. Nelle stesse ore, don Luigi Ciotti, il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Rao e Franca Imbergamo della Direzione nazionale antimafia erano a Modena per partecipare a una iniziativa antimafia organizzata dalla stessa associazione “Libera” di cui l’avvocata è vice presidente nazionale.

L’ordine del giorno esprime inoltre l’auspicio dell’Aula che “le Forze dell’Ordine e la Magistratura riescano rapidamente ad individuare i responsabili, facendo piena luce sui fatti, e che si mettano in campo tutti gli interventi utili a garantire la protezione di Vincenza Rando”. Il documento infine chiede di “mantenere alto il livello di attenzione su tutte le azioni amministrative che potrebbero essere interessanti per la criminalità organizzata e mafiosa” e di “promuovere ogni azione possibile a sostegno della diffusione di una cultura della legalità promosse dalla società civile ed economica del nostro territorio”.

 

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