[REGIONE LIGURIA] Il Consiglio e la Shoah

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Salvatore: «Bisogna reagire di fronte a ogni forma di discriminazione perché i carnefici erano persone normali, come chi è rimasto a guardare». De Vincenzi: «È necessario allargare queste occasioni di conoscenza non solo fra i giovani ma ad ognuno di noi»

Ieri la delegazione del Consiglio regionale, composta dagli studenti vincitori dell’ultima edizione del concorso dell’Assemblea legislativa dedicato al Giorno della Memoria, ha visitato il ghetto di Cracovia e la ex fabbrica Schindler, dove un migliaio di ebrei trovarono la salvezza. Domani ultima tappa a Varsavia

Seconda tappa della delegazione del Consiglio regionale nei luoghi della Shoah: ieri gli studenti, che hanno vinto l’ultima edizione del concorso dell’Assemblea legislativa dedicato al Giorno della Memoria, hanno visitato la città di Cracovia, in particolare il quartiere Kazimierz, che dal XIV secolo fino alla fine della Seconda Guerra mondiale, ha ospitato la comunità ebraica della città. I ragazzi, che erano accompagnati anche dai consiglieri regionali Alice Salvatore e Luigi De Vincenzi e dai rappresentanti della comunità ebraica e dell’Aned, hanno raggiunto il cosiddetto “ghetto nuovo” a Podgorze, in cui nel 1941 oltre 15 mila ebrei furono trasferiti dai nazisti vivendo in una situazione di terribile sovraffollamento: l’area fu completamente isolata dal resto della città con un muro e, due anni dopo, tutti i residenti del ghetto vennero deportati nei lager. Toccante la visita nella ex Fabbrica di Schindler, trasformata in un museo sulla Shoah e sull’occupazione nazista della città: il titolare dello stabilimento, che produceva pentole e oggetti smaltati, riuscì a salvare dalla morte oltre un migliaio di ebrei deportati nel lager, facendoli lavorare, in condizioni più umane, nella sua azienda di lavoro.

Alice Salvatore: «Ricordiamo sempre il monito di Primo Levi quando disse “E’ successo una volta e può succedere ancora”. Ciò che possiamo fare per riscattare le vittime dell’Olocausto e di ogni barbarie – ha aggiunto – è impedire che l’orrore si ripeta. Ricerchiamo in noi, in ciò che ci circonda qualsiasi elemento discriminatorio di genere, etnia, cultura, tradizione, religione e di tutto quello che si può definire altro, cioè “diverso” e combattiamolo». Secondo il consigliere regionale «bisogna reagire di fronte a ogni forma di discriminazione non dimenticando che i carnefici dello sterminio erano persone normali, persone banali, come lo erano tutti coloro che sono rimasti a guardare, come è sapientemente illustrato – conclude – nel prezioso testo di Hannah Arendt, la banalità del male. Noi possiamo farlo, noi possiamo impegnarci a impedirlo, nel presente e nel futuro».

Secondo Luigi De Vincenzi «è impossibile trasmettere le sensazioni che si provano nel vedere quello che abbiano visto in questi giorni a quanti non sono mai stati in questi luoghi. Credo sia indispensabile che tutti facciano un’esperienza del genere almeno una volta nella propria vita per capire le dimensioni di questa immane tragedia che fu opera dell’uomo. Un’immane tragedia – prosegue – che non è riuscita a scongiurare che se ne verificassero altre, in altri paesi e in tempi a noi più vicini». Il consigliere aggiunge: «Non credo sia sufficiente definire bestie chi ha compiuto crimini così terribili. Ritengo – aggiunge – che sia indispensabile questa iniziativa dell’Assemblea legislativa della Liguria, che permette a tanti ragazzi di conoscere la reale portata di questa tragedia, ed è necessario allargare queste occasioni di conoscenza e consapevolezza a tutti. Non basta leggerla sui libri o vederla rappresentata nei film o raccontata dai media».

L’ultima tappa del pellegrinaggio sarà nella città di Varsavia.

Fonte: Regione Liguria

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