ALTOPASCIO Esche al veleno per i cani, paura anche a Spianate

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  • ALTOPASCIO. Storie di ordinaria follia, storie di inciviltà che possono essere definite, senza mezzi termini, criminali. Storie che si consumano nei parchi, a volte persino nei giardini privati o, come in questo caso, in un campo libero a ridosso di alcune abitazioni. A unire quei parchi, quei giardini o quei campi è il fatto di essere frequentati da cani o gatti e, di trovarsi probabilmente vicino, troppo vicino, ad altri tipi di bestie, ma a due zampe. Così,
    dopo i bocconi con gli spilli, i wurstel con i chiodi
    , ecco che torna un “grande classico”: le polpette avvelenate. Sono quelle che sono state scoperte martedì pomeriggio in località Gelsa, nella frazione altopascese di Spianate.

Le polpette si trovavano in un campo di fronte a un gruppo di abitazioni di recente costruzione, un campo utilizzato appunto da molte persone per portare a spasso il loro amico a quattro zampe.

«Sono ancora sconvolta, non ho dormito tutta la notte al pensiero di quello che sarebbe potuto succedere», racconta Francesca Messina, il cui cane Sansone, un esemplare di segugio che aveva salvato dall’abbandono, ha davvero rischiato grosso.

«Erano le 15-15,30 – prosegue la testimonianza – quando mia sorella ha portato il cane ha fare una sgambata, ma è rientrata quasi subito, molto agitata. In mano aveva una polpetta, trovata insieme ad altre nel campo dove di solito vanno a passeggiare il mio e altri cani». E sul perché quei bocconcini si trovassero lì non c’è alcun dubbio: già a logica si capisce che nessuno getta delle polpette così, tanto per fare. E poi in un posto frequentato da molti cani. No, quei bocconi avevano uno scopo, e nemmeno troppo nascosto: «Lì dentro c’era del topicida – continua la signora Messina – ho riconosciuto subito i granuli delle esche per topi».

Quella era solo una delle polpette che martedì pomeriggio sono state trovate in quel campo («E che abbiamo raccolto e buttato via») e lasciate lì con uno scopo ben preciso: far del male ai cani della zona.


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In media venti all’anno gli episodi segnalati nel territorio, ma potrebbero essere solo la punta di un iceberg

«È tutto così assurdo – prosegue il racconto di Francesca Messina – non solo potevano uccidere i cani che portiamo a passeggio. Ma ci sono anche i cani e i gatti randagi che bazzicano quella zona, senza nessuno che possa impedir loro di agguantare quei bocconi. Ma anche un bambino poteva avvicinarsi, toccarli e mettersi le mani in bocca. E poi, perché? Non riesco a capire perché qualcuno possa fare una cosa del genere. Perché i cani abbaiano? Perché i cani danno fastidio? Non posso comprendere tutta questa cattiveria, questa gente è malata». Gente malata, contro la quale è anche difficile difendersi. Coglierli sul fatto è quasi impossibile, e anche se le pene per questi reati sono giustamente pesanti (si rischiano fino a 18 mesi di carcere), questi vigliacchi agiscono con la convinzione di avere una buona probabilità di riuscire a farla franca.

«Per questo – conclude la testimonianza della donna – è importante che tutti sappiano i rischi che corrono i propri animali, in modo da fare attenzione quando li portano a spasso o li lasciano liberi».

Fonte: Il Tirreno

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