[ REGIONE TOSCANA ] No di Grandi Molini a ritirare procedura di mobilità. Istituzioni e sindacati: “inaccettabile”

da
Advertising

FIRENZE  – Si è svolto oggi, presso la Presidenza della Regione Toscana, un  incontro sullo stabilimento di Livorno di Grandi Molini Italiani. Hanno partecipato, insieme a Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l’assessore al lavoro del Comune di Livorno, Francesca Martini, il segretario dell’Autorità portuale di Livorno, Massimo Provinciali, Massimiliano Malnati in rappresentanza di Grandi Molini Italiani e le organizzazioni sindacali nazionali, territoriali e di categoria.

Preliminarmente si è preso atto che, a seguito delle integrazioni fornite da Grandi Molini Italiani sulle prospettive di utilizzo della banchina e dello stabilimento dopo il 2020, ci sono le condizioni affinché l’Autorità portuale di Livorno possa immediatamente attivare le procedure per l’assegnazione della progettazione sulla ristrutturazionedella banchina utilizzata da GMI.

Si è inoltre preso atto che vi sono ammortizzatori sociali che potrebbero essere utilizzati, per un periodo non breve, in modo da garantire il rapporto di lavoro dei dipendenti GMI e Promolog nella fase di calo delle attività legate al piano aziendale e successivamente ai lavori di realizzazione della banchina.

Pertanto sindacati e istituzioni hanno ribadito la richiesta alle aziende di ritirare la procedura di mobilità e attivare gli ammortizzatori sociali utilizzabili. Da parte delle organizzazioni sindacali è stata manifestata la disponibilità ad affrontare, a seguito dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali, il tema dei livelli occupazionali, anche con l’utilizzo di mobilità volontarie e incentivate, ribadendo comunque l’indisponibilità a concordare su procedure di mobilità collettiva.

L’azienda ha ribadito la propria posizione, con la decisione di proseguire all’attuazione dei licenziamenti, pur dichiarandosi disponibile a un confronto con i sindacati sul numero degli esuberi. Ma ha ripetuto di non essere disponibile a utilizzare gli ammortizzatori sociali, e ha fatto presente che a seguito della ripresa dell’attività vi potrebbe essere la possibilità di riassumere parte dei lavoratori.

Istituzioni e sindacati, ritenendo la posizione aziendale non coerente con il percorso fin qui seguito e peraltro difficilmente comprensibile visti gli strumenti di tutela dei lavoratori attivabili, hanno formalizzato la richiesta di un ripensamento sulle posizioni aziendali.

“Un atteggiamento incomprensibile da parte della proprietà, che va contro gli accordi precedenti – ha sottolineato Simoncini – ed è ingiustificato, vista la possibilità di ricorrere a ben due anni di ammortizzatori sociali. Non si comprende perchè si vogliano licenziare trenta lavoratori, che peraltro si vorrebbe successivamente, in gran parte, riassumere quando vi è la possibilità di utilizzare la cassa integrazione senza far pesare su di essi un così pesante costo sociale”.

Da parte delle Istituzioni e dei sindacati è stato comunque chiesto all’Autorità portuale di Livorno di avviare la procedura per la progettazione dei lavori della banchina nei tempi più rapidi possibili.

Nei tempi dovuti sarà riconvocato in sede amministrativa il tavolo sulle procedure di mobilità, occasione in cui istituzioni e sindacati auspicano che l’azienda modifichi le proprie posizioni.

Su richiesta delle parti il tavolo regionale potrà comunque essere riconvocato nei tempi più rapidi possibili.

Fonte: Regione Toscana

Advertising