[ REGIONE TOSCANA ] Toscana Tech, l'innovazione è un'idea: sei finalisti e due vincitori per il Ris3 Toscana Contest

da
Advertising

FIRENZE – Idee, talenti e attività di ricerca da premiare e idee di business da valorizzare. A Toscana Tech, la due giorni sull’innovazione promossa dalla Regione, non poteva mancare un concorso rivolto a chi le idee le ‘fabbrica’ e a chi alle idee prova a mettere le gambe. In fondo la Toscana è la quarta regione in Italia per capacità di attrazione di finanziamenti in ricerca e le sue università e centri di eccellenza sono apprezzati dalle multinazionali che qui hanno deciso di investire. In ventidue hanno partecipato al concorso. Alla fine ha vinto Daniele Puppi per la sezione ricerca e Gabriele Montelisciani per l’area business (nelle foto tra le risorse correlate ndr).

Medicina, meccanotronica e internet delle cose
Le idee sono state presentate tra ottobre e dicembre e sei erano stati alla fine i finalisti selezionati per la prima edizione di “Ris3 Toscana Contest”, ovvero il concorso che è parte della declinazione regionale della strategia per l’innovazione e la crescita europea da qui al 2020. Ci trovi la chimica e la robotica applicata alla medicina, quella che lavora alla ricostruzione di organi o alla chirurgia dell’occhio: Dario Puppi dell’università di Pisa, uno dei due vincitori, ha messo a punto l’idea di nuovi scheletri polimerici biodegradabili a servizio della medicina rigenerativa , mentre Francesca Rossi del Cnr ha studiato una consolle robotizzata per la chirurgia della cornea che accorciare i tempi di guarigione delle ferite. Tra le idee finaliste ci trovi anche la meccatronica della fabbrica intelligente: Lorenzo Sallese dell’università di Firenze ha ideato un dispositivo capace di ridurre le vibrazioni durante la fresatura di un pezzo. Daniele Fortuna di Immagilis srl prova a mandare in pensione martelletto e saggi a campione di formaggi illustri e blasonati con una tac, non troppo diversa da quella che si usa in medicina, con cui verificare la qualità del prodotto senza che le forme di formaggio debbano essere tagliate. Massimiliano Simi di Medical Micro Instruments S.r.l ha pensato invece ad un robot che aiuterà i medici impegnati nella ricostruzione chirurgica di minuscoli vasi sanguigni e nervi. E poi c’è l’immancabile internet delle cose, con nuove applicazioni innovative per oggetti sempre più intelligenti, elaborati in questo caso di Gabriele Montelisciani di Toi srl, premiato anche lui per la sua sezione.

Talento e competenza
“Con questo concorso abbiamo voluto valorizzare idee, talento e competenza di ricercatori e startupper toscani, ma anche idee di business coerenti con la strategia regionale di specializzazione intelligente Ris3” raccontano dagli uffici della Regione impegnati nell’organizzazione dell’evento. Due sono infatti le sezioni .- ricerca e idee di business – e una commissione di valutazione in capo all’unità H2020 di IRPET ha valutato la validità tecnica delle proposte, oltre che la solidità dei modelli di business presentati. “Ora lavoreremo alla loro promozione – spiegano -, a partire dalla ricerca di possibili investitori”. Tra le ventidue giunte ce ne sono dieci che hanno evidenziato la capacità di trasformare idee in modelli di business. Ma anche le dodici attività di ricerca presentate hanno messo in luce opportunità di applicazioni concrete in segmenti produttivi ad alto valore aggiunto, oltre a confermare la qualità della ricerca toscana.

La prima edizione del contest si è dimostrata sicuramente un successo e dopo il 27 febbraio già inizierà la preparazione della seconde edizione, con il coinvolgimento massivo di centri di ricerca e distretti tecnologici. “Continuiamo ad investire sulle eccellenze che il sistema regionale dell’innovazione è in grado di esprimere – sottolineano in Regione – , ma anche su quel potenziale di sviluppo, incarnato in primis dalla creatività e dalle competenze dei giovani, dei ricercatori e degli startupper”. Con un obiettivo preciso: contribuire a quell’economia ‘smart’ ma anche sostenibile, solidale e inclusiva a cui ha deciso di tendere per il 2020 l’Europa, capace di affermarsi per competitività e alta produttività ma anche elevati livelli di occupazione.

L’economia intelligente che incontriamo ogni giorno
Scienziati e ingegneri con camici bianchi sono un pilastro fondamentale di questa economia intelligente che punta ad ottenere di più con il minor sforzo rendendosi in questo modo più competitiva. Ma l’innovazione, è bene ricordare, è qualcosa di comune e trasversale alla vita quotidiana. Lo si è ripetuto più volte anche stamani, a Toscana Tech. È importante per il lavoro del dipendente di un supermercato come lo è per il lavoro di un tecnico informatico. L’economia intelligente comprende figure professionali come l’idraulico e l’elettricista ad esempio, che avendo perso il lavoro in cantiere ha istituito una società di installazione di apparecchi ad alta efficienza energetica. Comprende la figura dell’impiegato dell’ospedale che ha trovato il modo di gestire e abbreviare la lista d’attesa per visite ed esami utilizzando risorse informatiche e software. Appartiene anche al produttore di latte che ricorre alla tecnologia per migliorare l’alimentazione dei propri animali e produrre così latte a prezzi più convenienti o che decide di installare un distributore automatico di latte fresco in piazza al quale i cittadini possono rifornirsi direttamente, ampliando il numero dei consumatori del proprio prodotto. E’ il grande magazzino che utilizza software per identificare le tendenze dei consumatori, regolare la procedura di stoccaggio delle merci e ridurre i tempi di consegna. Sono le manifatture che cercano un alto valore aggiunto, con investimenti in capitale umano, tecnologia ed innovazione.

Fonte: Regione Toscana

Advertising