[REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA] Aut.locali: riforma è non solo unioni di servizi, ma progetto sviluppo

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Udine, 28 feb – “Non solo istituire un’aggregazione di funzioni
e servizi fra Comuni, ma dare concretezza all’ambizione di
realizzare un progetto di sviluppo dei territori condiviso e
partecipato. Per questo motivo la riforma degli enti locali offre
l’opportunità di fare quel salto di qualità che, in una regione
frammentata come la nostra, assume il valore di un passo decisivo
per il futuro dei cittadini”.

Questo uno dei concetti espressi dalla presidente della Regione
Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, nel corso del
Seminario che si è svolto oggi a Udine, dedicato all’Intesa per
lo sviluppo regionale e locale 2017-2019 e intitolato “Strategie,
priorità e strumenti per la concertazione tra la Regione autonoma
Friuli Venezia Giulia e le Unioni Territoriali Intercomunali”.

L’appuntamento ha siglato di fatto l’avvio del confronto
istituzionale che porterà alla stipula del patto triennale
finalizzato all’individuazione delle priorità e delle risorse per
sostenere le politiche di sviluppo di area vasta. Un’intesa a cui
partecipano l’Amministrazione regionale, mettendo sul tavolo i
propri indirizzi strategici, il Consiglio delle Autonomie locali
(Cal), e le Unioni Territoriali Intercomunali (Uti) con i loro
Piani.

E proprio sul tema delle competenze delle Uti e del ruolo dei
sindaci la presidente Serracchiani ha spiegato che per i primi
cittadini nulla cambierà per quel che riguarda la soluzione dei
problemi legati ad alcuni servizi, come ad esempio i lavori di
manutenzione, per i quali, come adesso, si potranno rivolgere
alla Regione e ottenere i trasferimenti ordinari.

“Diverso – ha detto la presidente- è quello che accade con il
Piano di sviluppo, perché si tratta di indicare quale sarà la
visione strategica per i prossimi tre anni di un territorio:
economia, imprese, viabilità, turismo, in pratica quello che i
sindaci, attraverso un percorso di partecipazione con le realtà
locali, prefigurano per quell’area”.

Nella sua premessa la presidente ha anche ricordato come quella
degli enti locali è stata una riforma annunciata in tutti i
programmi dei candidati alle ultime elezioni regionali, a
testimonianza della percezione trasversale di un’esigenza di
cambiamento.

“Sappiamo – ha dichiarato Serracchiani – che si tratta di un
passaggio impegnativo, ma siamo altrettanto consapevoli che per
governare le problematiche dell’attualità non si possono usare
strumenti superati dalla storia”.

Da parte sua l’assessore regionale alle Autonomie Locali e
coordinamento delle Riforme Paolo Panontin, ripercorrendo le
tappe che porteranno entro il prossimo ottobre alla conclusione
dell’iter, ha annunciato una novità in merito alla soluzione di
uno dei problemi della pubblica amministrazione regionale, con
conseguenze anche sulle Uti: il ristretto numero di personale
amministrativo e il progressivo invecchiamento alla luce del
blocco del turnover e del taglio dei trasferimenti.

“Entro marzo – ha detto Panontin – presenteremo una soluzione che
consentirà di risolvere la questione del deficit strutturale del
personale, garantendo la possibilità di un certo numero di
assunzioni al fine di avviare le Unioni”.

Da parte sua, l’ex Ministro per la coesione territoriale Fabrizio
Barca, intervenuto anch’egli al Seminario, ha sottolineato come
la riforma degli enti locali della Regione Friuli Venezia Giulia
possa diventare un modello, “perché parte – ha rilevato – da un
progetto convincente che coniuga l’aggregazione di funzioni e
servizi con lo sviluppo”.

Ma determinanti per Barca risultano essere anche alcuni fattori
quali la conoscenza necessaria dei luoghi al fine di individuare
idonee opportunità di crescita, così come l’attitudine delle
forme di aggregazione nello sconfiggere quelle prassi
abitudinarie nel governo del territorio che bloccano il
necessario cambiamento.

“Con le Uti – ha concluso ancora Barca – si crea una massa
critica adeguata in termini di dimensioni territoriali, dove chi
prima era piccolo può trovare una struttura tecnico
amministrativa e delle risorse per governare meglio e risolvere i
problemi dei cittadini”.
ARC/GG/ppd

Fonte: Regione Friuli Venezia Giulia

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