[REGIONE PIEMONTE] Smog: il semaforo funziona, il problema è la risposta

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Il semaforo sulla qualità dell’aria funziona, il problema è coordinare la risposta a ciò che dice”: è quanto ha affermato l’assessore regionale all’Ambiente, Alberto Valmaggia, nel corso di un intervento svolto il 28 febbraio in Consiglio regionale.

“All’inizio – ha puntualizzato – si è polemizzato sull’efficacia predittiva di questo strumento. Dopo un anno di sperimentazione possiamo dire che funziona. In base ai dati, il semaforo è in grado di fare proiezioni corrette sulla qualità dell’aria, e quindi di fornire le giuste indicazioni per ridurre l’inquinamento. Il problema è la risposta che viene data, visto che le prescrizioni del semaforo non sono obbligatorie”. Su questo aspetto l’assessore ha sostenuto che “bisognerebbe, per esempio, che Torino e almeno 30 Comuni limitrofi agissero in modo coordinato, adottando tutti gli stessi provvedimenti. Il 23 marzo ci sarà un incontro convocato dalla Città metropolitana con 22 sindaci, al quale saremo presenti io e l’assessore regionale ai Trasporti, Francesco Balocco. Si farà il punto e si cercherà di coordinare la risposta, perché altrimenti questo strumento diventa inutile”.

Valmaggia ha quindi annunciato che “stiamo concludendo il lavoro per il nuovo piano regionale sulla qualità dell’aria, che sarà pronto entro un mese e si potrà iniziarne l’analisi in Commissione. E’ un’operazione molto complessa, iniziata un anno fa, che dovrà essere completata con l’apporto di piani stralcio di altri settori come i trasporti, l’energia e l’agricoltura, che diranno nei particolari quali misure adottare per raggiungere gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento indicati. Il punto è che una misura da sola non basta: servono soluzioni strutturali, e devono scattare tutte contemporaneamente”.

A questo proposito l’assessore ha ricordato che “il Piemonte continua il coordinamento con le altre Regioni del bacino padano, anche per dare una risposta unitaria all’Unione Europea” ed ha rilevato che “alcune iniziative dovrebbero essere prese dal Governo, per esempio quella di imporre una classificazione delle caldaiette a biomassa in base all’effetto inquinante, come si fa per gli elettrodomestici”.

Author Gianni Gennaro Questo indirizzo email è protetto dagli . È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Fonte: Regione Piemonte
Fonte: ANSA

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