[ REGIONE TOSCANA ] Ceccarelli: “Casa servizio essenziale, seguiti i principi fissati dalla Corte costituzionale”

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FIRENZE – “Mi sorprende che il sindaco Nardella contesti così duramente la legge 41 del 2015, approvata con il parere favorevole dell’ANCI. Mi risulta che, già all’epoca, l’assessore Saccardi avesse seguito sulla questione le indicazioni riconducibili alla sentenza della Corte costituzionale n.40 del 2011, in relazione ad una legge regionale del Friuli-Venezia Giulia sull’accesso ai servizi essenziali, nella quale si diceva che prevedere limitazioni di tale diritto, utilizzando il criterio della storicità, non doveva tradursi in norme discriminatorie”.

 

Risponde così l’assessore alle politiche abitative, Vincenzo Ceccarelli, alle dichiarazioni rilasciate nel corso di una trasmissione radio dal primo cittadino di Firenze sulle case popolari .

 

“Come Dario sa bene – prosegue -, noi da più di un anno siamo impegnati in una importante opera di riforma delle politiche della casa, che tenga conto dell’emergenza abitativa e delle questioni sociali che il sindaco di Firenze evidenzia. Su questi temi, è aperto da mesi un tavolo di confronto con ANCI e tra pochi giorni sarà in discussione in Consiglio regionale il documento preliminare alla proposta di legge sul Testo Unico in materia di edilizia residenziale pubblica. Registro il fatto che fino ad oggi i Comuni non hanno mai posto il problema nei termini che leggo sulle agenzie di stampa essere attribuiti a Nardella. In ogni caso, questo è il momento giusto per discutere anche delle questioni sollevate dal sindaco, nelle sedi istituzionali, ancora prima che la legge arrivi all’esame del Consiglio, che deciderà nell’esercizio del potere che gli è riservato”.

 

La scelta di redigere un Testo Unico delle politiche abitative è motivata dall’esigenza di conferire alla materia la massima organicità possibile, sia sotto il profilo istituzionale sia sotto quello prettamente gestionale. Il nuovo testo inciderà in modo significativo sulla governance del sistema di Erp, confermando comunque l’attribuzione ai comuni delle relative funzioni, da esercitare in forma associata in un numero di ambiti notevolmente ridotto rispetto agli 11 livelli ottimali di esercizio, e introducendo importanti novità nella parte relativa ai criteri di accesso, di assegnazione e di utilizzo degli alloggi.

 

Quanto alla questione immigrati negli alloggi Erp, gli ultimi dati disponibili dell’Osservatorio Sociale Regionale ci dicono che questi rappresentano l’8,6% della popolazione assegnataria.

 

“Su questi temi serve maggiore cautela – conclude Ceccarelli – perché il rischio che paventa il sindaco di Firenze si affronta anche, ad esempio, con scelte urbanistiche e non solo con i criteri di accesso alle graduatorie per un alloggio pubblico, come dimostra l’eccellente intervento realizzato a Firenze in zona Gavinana. Per quanto mi riguarda, sono abituato a partire dalla considerazione che la difficoltà e l’indigenza non hanno colore o nazionalità e ricordo che chi si trova ad avere nella disponibilità un alloggio popolare lo ha ottenuto secondo le leggi vigenti, salvo che non lo abbia occupato abusivamente. Quanto ai controlli ed al contrasto di eventuali abusi, come tutti ben sanno, questi sono e resteranno una competenza dei Comuni e dei soggetti gestori, non della Regione”.

Fonte: Regione Toscana