ALTOPASCIO A caccia di fondi per valorizzare le antiche Mura

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ALTOPASCIO. Ancora ben conservate, con un fascino medioevale che avrebbe potuto fare da sfondo a tanti film storici o fantasy: sono le mura di Altopascio, la città un tempo gestita dall’ordine religioso dei cavalieri del Tau.

Parte delle strutture dell’antico Spedale formano oggi il centro storico di Altopascio e nel medioevo l’abitato fu cinto con fossati e possenti mura. Una parte delle stesse è sopravvissuta fino ad oggi, e con il campanile della Smarrita le mura sono il monumento di Altopascio. Il perimetro delle mura medievali è ancora riconoscibile, inglobato nelle pareti delle case del centro storico. Da qui si aprivano in origine quattro porte, di queste, oggi, ne restano solo tre. La più bella è la Porta dei Vettori (o Porta Fiorentina).

Ora l’amministrazione intende valorizzarle attraverso una nuova illuminazione, una riqualificazione dei sotterranei e l’abbattimento delle barriere architettoniche per rendere maggiormente accessibile il monumento anche alla persone con disabilità. Per ora un progetto vero e proprio non c’è, ma qualcosa si è già mosso, una valutazione in attesa di capire tempi e modalità di finanziamento. Sono allo studio diverse opzioni, tra cui la partecipazione a bandi specifici.

«È nostra intenzione valorizzare le Mura – spiega il sindaco Sara D’Ambrosio – si tratta di un’area bellissima, un simbolo per il nostro comune. Per ora non ci sono progetti o piani esecutivi. È un percorso delicato e complesso che necessiterà anche di finanziamenti specifici e che richiederà tempo».

Restando nelle vene della storia di Altopascio ritrovamenti importanti sono stati fatti in piazza Ospitalieri. Durante i lavori di rifacimento della pavimentazione, infatti, sono emerse le prime fortificazioni del vecchio, e strategico, “spedale”, risalenti all’XI secolo, secondo quanto sostenuto da Elisabetta Abela, archeologa e direttore scientifico della raccolta

storica di Altopascio. Prendendo spunto anche dalla recente inaugurazione del museo virtuale della via Francigena di Lucca, che dedica una sezione ad Altopascio, la volontà del comune è di recuperare il nuovo materiale e di valorizzarlo nel miglior modo possibile.

Nicola Nucci

Fonte: Il Tirreno