MODENA – UFFICI GIUDIZIARI, “SOLLECITIAMO L’ARRIVO DI PERSONALE”

da
Advertising

Le questioni critiche relative agli uffici giudiziari, sia riguardo ai crediti vantati dall’Amministrazione comunale nei confronti dello Stato e che saranno ripagati in tempi lunghi, sia per la carenza di personale, sono note. “Ma si è iniziato un percorso di miglioramento: vigiliamo per verificare che al Comune arrivino tutte le risorse dovute, dopo il trasferimento al ministero della Giustizia della gestione dei tribunali che comprende anche le spese relative e, quanto al personale, continueremo a fare quanto in nostro potere per sollecitare l’arrivo dei funzionari necessari”.

Lo ha detto l’assessora al Bilancio Ludovica Carla Ferrari rispondendo, nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 6 aprile, all’interrogazione di Marco Malferrari, di Art.1-Mdp, sulla carenza di organico negli uffici giudiziari modenesi. Nell’interrogazione il consigliere ha evidenziato le difficoltà degli uffici a rispondere adeguatamente alle esigenze di servizio e il mancato arrivo dell’annunciato personale proveniente da altre amministrazioni per poi ricordare che “l’Amministrazione comunale ha sostenuto negli anni forti spese per garantire il servizio giustizia a Modena, spese che costituiscono un credito in buona parte ancora non riconosciuto dallo Stato” e che nella legge di bilancio 2017 non è stato previsto, come invece richiesto dall’Anci, un fondo destinato “a ristorare i Comuni delle spese”. Il consigliere ha quindi chiesto se si prevede, a breve, l’arrivo negli uffici giudiziari di personale proveniente da altre amministrazioni e se “si ritiene possibile sollecitare il Governo perché provveda con urgenza a mettere a disposizione i fondi necessari per rimediare a questa carenza”.

Nella risposta l’assessora Ferrari ha ricordato che a partire dall’1 settembre 2015 le funzioni obbligatorie per la gestione dei Tribunali, comprese le relative spese, sono state trasferite dai Comuni al ministero della Giustizia. A partire dal 2001 e fino al 2015 il Comune di Modena ha sostenuto e rendicontato spese di giustizia per 32 milioni e 300 mila euro, a fronte dei quali è stato riconosciuto solo un credito di 13 milioni e 900 mila euro. “Sul riconoscimento delle spese di giustizia agli enti locali – ha sottolineato l’assessora – resta aperta una vertenza tra l’Anci e il Governo”.

Per quanto riguarda l’organico degli uffici giudiziari, la percentuale dei posti vacanti del personale amministrativo è pari a circa il 27 per cento. A questo problema il Ministero ha cercato di fare fronte attraverso un bando di mobilità esterna e un protocollo d’intesa con la Regione Emilia Romagna per la temporanea assegnazione di personale che però non hanno portato i risultati sperati. “E per questo – ha ribadito l’assessora Ferrari – non smetteremo di sollecitare sia la politica che gli organi di rappresentanza degli enti locali perché risolvano il problema”.

Dopo aver chiesto la trasformazione in interpellanza, Antonio Carpentieri (Pd) ha preso atto “di qualche timido passo in avanti ma le scoperture di organico sono inaccettabili ed è compito dello Stato ridurle in modo significativo, in caso contrario il problema non sarà solo l’apertura degli uffici ma il controllo del territorio”. Per Paolo Trande (Art.1-Mdp) la “questione è cruciale e come Consiglio bisogna che facciamo in maniera più determinata il sindacato del territorio, anche in forme più corpose ed eclatanti perché così non si può andare avanti, bisogna che i servizi essenziali vengano garantiti da personale quantitativamente e qualitativamente adeguati”. Anche per Giuseppe Pellacani (Forza Italia) il “messaggio politico che esce dal Consiglio potrà essere significativo: parliamo di un servizio essenziale che consente di avere in tempi rapidi la chiara affermazione dei propri diritti. Quindi ben venga il messaggio di questo Consiglio se e quando vorremo darlo”.

Nella replica Marco Malferrari ha affermato che “la situazione, anche se con molte difficoltà, sembra stia prendendo una piega diversa e questo ci dà qualche speranza”, concordando poi con gli altri consiglieri sull’importanza che dal Consiglio “esca un messaggio politico chiaro”.

 

Advertising