[LUCCA E PROVINCIA] Scontri al G7, sette denunciati e altri provvedimenti in arrivo

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Scontri al G7, sette denunciati e altri provvedimenti in arrivo

LUCCA – Parla di sette persone denunciate il bilancio provvisorio degli scontri avvenuti ieri pomeriggio a Porta San Jacopo tra un gruppo di antagonisti che sfilavano contro il G7 e le forze dell’ordine a difesa dell’accesso al centro storico. Il questore Montaruli: “Azioni premeditate”.

Ieri, durante e subito dopo gli scontri, erano stati fermati in quattro. Uno identificato sul posto, altri tre portati in questura e rilasciati in serata. Per questi quattro è in arrivo una denuncia che potrebbe riguardare la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale (durante i contatti con i manifestanti, sei tra carabinieri e poliziotti sono rimasti contusi; nessuno in maniera grave e già tutti dimessi). Nessuno di questi quattro ragazzi è lucchese, bensì provenivano da Firenze e Pisa.

Gli altri tre antagonisti, in questo caso lucchesi, sono stati fermati dopo lo scioglimento del corteo perchè trovati in possesso di strumenti atti ad offendere (bastoni e aste) e per loro è scattata la denuncia relativa.

In arrivo, però, nelle prossime ore e nei prossimi giorni potrebbero esserci molte altre denunce. Le forze dell’ordine stanno infatti analizzando le decine e decine di fotografie e immagini girate durante gli scontri. Prima della manifestazione, ad alcuni chilometri da Lucca, i controlli effettuati avevano permesso di bloccare un camioncino sul quale erano caricati alcuni canotti che – ritengono gli investigatori – i manifestanti volevano utilizzare come scudi per fronteggiare polizia e carabinieri. Nonostante questo, durante il corteo, come hanno mostrato le immagini, dal furgone che apriva la manifestazione, è spuntata la rete utilizzata da una trentina di antagonisti per portarsi in contatto con il cordone schierato a porta San Jacopo. Una rete che ha ricordato moltissimo quella usata durante le proteste contro l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi lo scorso giugno.

Queste le parole del questore Vito Montaruli.

 

 

Fonte: NoiTv

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