[REGIONE PIEMONTE] Bilancio 2017: risanati i conti, partono gli investimenti

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Il bilancio di previsione della Regione, approvato il 12 aprile dal Consiglio, è basato su un budget complessivo di 12 miliardi di euro, di cui 8 destinati al settore sanitario.

Diverse le novità contenute nel documento:
* uno stanziamento di oltre 25 milioni di euro agli enti locali per interventi su cimiteri, illuminazione, strade e manutenzione straordinaria, opere di edilizia scolastica e in ambito culturale e turistico, recupero a fini locativi di immobili da parte delle Atc e di enti locali e dei loro consorzi con finalità socio-assistenziali, per la rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici, per il recupero del dissesto idrogeologico;
* più di 21 milioni per finanziare le borse di studio universitarie, ai quali si aggiungono altri 3 milioni sempre destinati all’Edisu per investimenti su aule e residenze;
* 23 milioni per rinnovare il parco rotabile dei mezzi per il trasporto pubblico locale;
* 12 milioni per la sistemazione e la manutenzione delle strade, tramite l’attivazione di un bando che avrà come criterio prioritario la realizzazione di interventi urgenti che possano essere effettuati e rendicontati entro la fine dell’anno;
* ulteriori risorse per le strade provinciali, ed in via prioritaria a quelle che verranno riclassificate e torneranno alla gestione Anas, finanziati con 45 milioni prelevati dai Fondi si sviluppo e coesione;
* un finanziamento fino a 7 milioni alle aziende agricole “biologiche” che non avevano ottenuto precedentemente fondi, pur rispettando i requisiti dei bandi dei Piani di sviluppo rurale dal 2007 al 2020;
* 5 milioni per il sistema neve, destinati soprattutto alle stazioni sciistiche più piccole;
* 250.000 a sostegno delle attività delle Pro Loco;
* un milione di euro in più al fondo per le morosità incolpevoli;
* 250.000 euro per l’Agenzia regionale adozioni internazionali;
* 100.000 euro per le minoranza linguistiche;
* 1 milione per la capitalizzazione delle cooperative che decidono di fare investimenti;
* 140.000 a favore dei gestori degli Ecomusei;
* 200.000 euro per erogare un bonus, probabilmente di 15 euro, da assegnare ai minori di 18 anni che visiteranno il Salone del Libro per acquistare nuovi volumi.
un incremento di ulteriori 500.000 euro allo stanziamento di 796.000 euro del Ministero delle Infrastrutture nell’ambito del Piano nazionale della sicurezza stradale per lo sviluppo e la messa in sicurezza di percorsi ciclabili e pedonali presentati dagli enti locali.

Significativo l’intervento del presidente Sergio Chiamparino: “Mi sembra che non ci sia sufficiente consapevolezza della gravità della situazione economico-finanziaria della Regione, e degli sforzi che si sono dovuti fare per rimettere la nostra macchina amministrativa in grado di procedere. Un’impressione che mi viene anche da alcuni fatti che mi sono capitati e da persone con cui ho parlato: evidentemente la nostra serietà nel gestire l’emergenza in questi due anni ha trasmesso un messaggi positivo sulla situazione dei conti, però il risvolto negativo è che non c’è ancora una più diffusa sensibilità di quello che abbiamo dovuto e dovremo ancora affrontare. Lo dico con molta chiarezza: è uno scarto che sento e che non mi fa certo felice. Un altro punto che vorrei qui affrontare sono le accuse che ci sono state rivolte di non avere un preciso progetto politico. Al di là del fatto che quando non si sa bene cosa dire la si butta in politica, mi sembra chiaro che non siamo certo noi quelli che descrivono il Piemonte come il migliore dei mondi possibili, perchè finché ci sarà una sola persona in cerca di un lavoro che non trova per noi questo sarà motivo di profonda insoddisfazione, e finché ci saranno lavoratrici e lavoratori costretti a lavorare per 400 euro al mese anche questo per noi sarà motivo di profonda insoddisfazione”.

“Siamo dunque molto consapevoli dei problemi che abbiamo davanti, ma siamo convinti di aver fin qui agito con responsabilità e siamo molto orgogliosi di quanto abbiamo fatto – ha proseguito Chiamparino – Aver risanato il bilancio, impresa di cui ringrazio ancora il vicepresidente Reschigna e tutta la Giunta per l’impegno, ed essere usciti dal piano di rientro della sanità non significa solo aver messo questo veicolo in grado di camminare, ma ha conseguenze ben più profonde. Ad esempio: i fondi europei sono tutti cofinanziati, e riguardano lo sviluppo dell’innovazione, della coesione sociale, la crescita dell’ agricoltura; abbiamo in Finpiemonte uno strumento in più che facilita l’accesso al credito e che ci permette di affrontare temi cruciali come il venture capital; abbiamo gli investimenti sugli ospedali piemontesi, progetti che, in diverse fasi di sviluppo, rispondono a quelle che riteniamo essere le esigenze del nostro territorio, e sono progetti che sono orgoglioso di poter lasciare da completare a chi verrà dopo di noi. Non sto facendo un conto ragionieristico, e lo dico da ragioniere, ma sto descrivendo una situazione che ha ripercussioni importanti sul piano politico ed economico, perchè tutto questo è avvenuto senza ridurre, anzi aumentando la spesa sociale, ad esempio il fondo per la morosità incolpevole, sviluppando la programmazione ambientale, dando nuovo impulso al trasporto metropolitano con la procedura competitiva per il nodo ferroviario di Torino, e siamo la prima Regione in Italia a seguire questa strada. Ricordo anche la cabina di regia sulla logistica con Liguria e Lombardia che permetterà al Piemonte di avere un ruolo cruciale nello sviluppo del Nord-Ovest, l’operazione fatta sul diritto allo studio universitario, dove negli anni precedenti al nostro insediamento si era scesi sotto ogni livello di decenza, perchè i giovani rappresentano scienza e capitale umano ed è inutile sciacquarsi la bocca ai convegni e poi ridurre i fondi per il diritto allo studio. Insomma – ha concluso – ci vuole un bel coraggio a dire che abbiamo ridotto la Regione Piemonte ‘al pian dei babi’, soprattutto se a dirlo è chi, negli anni scorsi, ha portato la nostra Regione a un livello in cui anche gli anfibi più disponibili ad adattarsi non avrebbero potuto vivere”.

La situazione dei conti è stata ripresa anche dal vicepresidente e assessore al Bilancio, Aldo Reschigna: “Sulla base dell’ultima legge di bilancio, la Regione Piemonte deve conseguire un avanzo di 155 milioni e tagliare le sue risorse di circa 45 milioni, che potrebbero scendere a 34 per le ultime trattative in corso. Sono ricadute pesanti, cui si somma una ulteriore anomalia che riguarda solo il Piemonte, unica Regione per cui la restituzione delle quote capitali sulle anticipazioni del dl 35 entrano negli equilibri di bilancio perché considerate un contributo. Questo porterebbe l’avanzo che dobbiamo realizzare a ben 279 milioni, una cifra enorme per noi. Il presidente Chiamparino è impegnato ancora in questi giorni perché la situazione del Piemonte sia equiparata a quella delle altre regioni, attraverso una norma nella nuova legge sugli enti locali. In una condizione oltremodo difficile e faticosa – ha rivendicato invece Reschigna – siamo riusciti a rafforzare gli investimenti mantenendo inalterate le capacità di spesa sulle politiche fondamentali come il diritto allo studio e il sociale, ovvero ciò che fa crescere il Piemonte e lo protegge. Questo avviene senza aumentare l’imposizione fiscale e rimettendo in moto quanto occorre per sostenere la ripresa economica”.

Restano significative le ricadute dei due problemi finanziari principali: le quote annuali per il pagamento dei due disavanzi (quello finanziario e quello della revisione straordinaria dei residui attivi e passivi) e quelle per la copertura del debito: “Nel 2018 la somma delle due quote è di 683 milioni, tutte risorse distolte dalle politiche regionali. Sono impegni che peseranno fortemente in questa e nella prossima legislatura. Ciò nonostante in questi anni abbiamo provveduto a ridurre le spese regionali e a coprire 115 milioni di debiti fuori bilancio, 138 milioni di passività pregresse, 1 miliardo di residui perenti, 487 milioni di fondi impegnati e poi cancellati nel bilancio, e ad accantonare 110 milioni per contenziosi con le Province e il Mauriziano. Il tutto senza danneggiare il sistema economico. Non siamo degli amanti del rigore, ma la certezza dei conti di bilancio è la migliore garanzia che l’istituzione Regione possa essere utile alla comunità piemontese e non un problema”.

Reschigna ha poi messo in risalto che “abbiamo operato anche per il futuro, tornando a investire sull’università, ricoprendo per la prima volta dopo molto tempo tutte le borse di studio, in quanto l’università piemontese cresce e rappresenta una risorsa per il sistema economico” e che “si interviene sui due ospedali più importanti e vecchi del piemonte, Novara e Torino, con garanzie dell’equilibrio di gestione. Su questi investimenti si gioca gran parte di questa seconda metà di legislatura. Se ne parla da 15 anni, farli partire è di grande importanza”.

Author Gianni Gennaro Questo indirizzo email è protetto dagli . È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Fonte: Regione Piemonte
Fonte: ANSA

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