PORCARI Sono 161 le famiglie della Piana che beneficiano di Sia

da
Advertising

CAPANNORI – Sono 161 le famiglie della Piana di Lucca che beneficeranno dei contributi previsti dal progetto SIA (Sostegno per l’inclusione attiva), la nuova misura contro la povertà messa in campo dal settembre scorso dai sette Comuni della Piana: Capannori, Lucca, Altopascio, Porcari, Montecarlo, Pescaglia e Villa Basilica per aiutare i cittadini che vivono in condizioni di disagio economico molto forte. Di queste 62 sono nuclei monogenitoriali. Il SIA, che vede Capannori comune capofila, è un progetto che le amministrazioni comunali hanno realizzato a partire da una disposizione governativa che vede finanziamenti ad hoc e prevede un beneficio economico di 80 euro mensili a persona, fino ad un massimo di 400 euro a famiglia, che viene messo a disposizione dei beneficiari attraverso la Carta SIA inviata da Poste Italiane. La carta è utilizzabile nei negozi di alimentari, nei supermercati, nelle farmacie e agli uffici postali per il pagamento delle utenze. Accanto al contributo economico questa nuova misura di contrasto alla povertà che coinvolge tutte le amministrazioni comunali della Conferenza zonale dei Sindaci della Piana di Lucca e l’azienda Usl Toscana Nord Ovest prevede anche l’attivazione di un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa per i beneficiari. Gli accordi di collaborazione tra i beneficiari della misura e i Servizi interessati vengono coprogettati all’interno di equipe multidisciplinari che sono costituite almeno da rappresentanti del servizio sociale, del centro per l’impiego e delle associazioni locali del terzo settore e nelle quali sono coinvolte anche le famiglie interessate. In quanto ente capofila del progetto SIA il Comune di Capannori riceverà consistenti fondi strutturali che saranno messi a disposizione dei Comuni della Piana, sia per rafforzare il percorso di accompagnamento di coloro che sono inseriti nel progetto, anche attraverso l’implementazione delle figure che fanno parte delle èquipe multidisciplinari, sia per l’attivazione di percorsi formativi che di tirocini.

Il SIA rappresenta la prima vera misura di contrasto alla povertà che prevede un coinvolgimento attivo delle famiglie e presuppone la costruzione di una rete tangibile di Servizi e terzo settore – spiega l’assessore alle politiche sociali, Ilaria Carmassi – . I Comuni, organizzati in ambiti, predispongono infatti un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa per ciascun beneficiario che viene elaborato con il cittadino in un èquipe multidisciplinare, composta da servizi sociali e lavorativi, in rete con i servizi sanitari, le scuole e il terzo settore. Un ‘occasione importante per ripensare il servizio sociale in un’ottica di coprogettazione con altri enti, il terzo settore e le famiglie. Un nuovo modo di fare welfare che proseguirà e si amplierà grazie al REI, il reddito di inclusione 2017 che è il nuovo sussidio contro la povertà delle famiglie, a cui il Governo sta lavorando, che prevede la riformulazione dei criteri per per accedere ai contributi, ampliando il numero dei potenziali beneficiari. Intanto l’arrivo dei fondi strutturali ci consentirà di rafforzare il progetto in corso e di avviare concretamente percorsi per la formazione al fine di un accompagnamento effettivo verso l’autonomia”.

Attualmente per accedere ai sostegni economici previsti dal SIA è necessario avere la Cittadinanza o il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo; la residenza in Italia da almeno due anni; un Isee inferiore a 3000 euro e benefici inferiori a 600 euro mensili; avere la presenza nel nucleo di figli minori o disabili o di donna in gravidanza e un punteggio maggiore di 45 punti inerente il carico familiare e la situazione economica-lavorativa.

 

Fonte: Lo Schermo

Advertising