[REGIONE UMBRIA] QUESTION TIME (6): "RAPPORTI CON LE FARMACIE. PROGRESSIVO ABBANDONO DELLA DISTRIBUZIONE DIRETTA” – A CARB…

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(Acs) Perugia, 26 aprile 2017 – Durante la seduta odierna dell’Assemblea legislativa dedicata alle interrogazioni a risposta immediata (question time), il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari (Movimento 5 Stelle) ha illustrato il proprio atto ispettivo relativo “all’accordo regionale per la disciplina dei rapporti con le farmacie pubbliche e private e   alle ragioni del progressivo abbandono del sistema di distribuzione diretta, in controtendenza con il resto d’Italia, nonostante forti risparmi ottenibili, minore rischio di frodi e maggiore comodità per i pazienti”.

Carbonari ha presentato l’interrogazione chiarendo che “la legge “405/2001” prevede due differenti e potenzialmente compatibili sistemi di distribuzione dei farmaci: quella ‘diretta’ (DD) e quella ‘per conto’ (DPC)” e chiedendo di conoscere “le ragioni che hanno portato la Giunta a sottoscrivere l’accordo regionale per la disciplina dei rapporti con le farmacie pubbliche e private, abbandonando quasi totalmente il sistema di distribuzione diretta dei farmaci in Umbria, in controtendenza con le altre Regioni italiane e nonostante i numerosi vantaggi per i pazienti. Si tratta di una intesa che è andata a forte vantaggio degli operatori farmaceutici, come ostentato dalla stessa Federfarma Umbria. La remunerazione per il servizio di ‘distribuzione per conto’ su tutto il territorio regionale è stata determinata in 4,90 euro (IVA esclusa) per ciascun pezzo dispensato contro 1,90 euro per ciascuna confezione dispensata necessari nella ‘distribuzione diretta’”.

L’assessore Luca Barberini ha risposto spiegando che “la Regione, con delibera n. 705 del 2016 ha ampliato il numero dei farmaci distribuiti attraverso il meccanismo della cosiddetta distribuzione ‘ per conto’. L’Agenzia nazionale per il farmaco (Aifa) per renderli più capillari  e più vicini ai bisogni dei cittadini, aveva da tempo riclassificato alcuni farmaci dalla classe ‘h’ ospedaliera alla classe ‘Apht’, vale a dire i farmaci della continuità assistenziale ospedale territorio. Si tratta di un provvedimento di semplificazione che va incontro alle  esigenze dei cittadini, rendendo cioè più fruibile sia in termini di ulteriore flessibilità degli orari che di facilità di accesso. I farmaci erogati in distribuzione ‘per conto’, al pari di quelli distribuiti direttamente dalle Asl vanno considerati come una distribuzione diretta. Sono esclusi da ogni meccanismo di compartecipazione di spesa da parte dei cittadini. La distribuzione ‘per conto’ di questi farmaci rientra nel decreto legislativo ‘153/2009’, riguarda cioè l’istituzione della farmacia dei servizi che è stata, tra l’altro, oggetto di puntuale definizione anche nel Dpcm che ha disciplinato ed applicato i nuovi Lea. Questa variazione della distribuzione comporta un costo tra i più bassi d’Italia: 4,9 euro per prodotto, importo che si riduce a 3,9 euro nel caso vengano erogati oltre 560mila pezzi all’anno. Si tratta dunque di una forma di aiuto che non ha costi significativi o comunque aggiuntivi per i cittadini, ma viene incontro ad esigenze degli stessi cittadini nel trovare il farmaco in orari più flessibili, in una apertura di orario ancora più ampia e in luoghi più vicini alla loro residenza. Si tratta quindi di un meccanismo di profonda innovazione che mette al centro i bisogni dei cittadini”.

Nella replica, Carbonari  si è ritenuta “insoddisfatta” dalla risposta dell’assessore perché “a differenza di quanto sottolineato dall’assessore, al centro del provvedimento non c’è il cittadino, ma gli interessi delle farmacie. Questa Giunta regionale  anche in altre occasioni ha dimostrato che questa lobby dei farmacisti ha la potenzialità di modificare le scelte della Regione. Noi faremo di tutto affinché la Giunta non faccia quindi gli interessi delle lobby delle farmacie, ma quelli dei cittadini”. AS/

Fonte: Regione Umbria

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