Firenze Consiglio Comunale 27 aprile 2017 / il rendiconto della gestione 2016

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È stato l’assessore Alberto Merelli a illustrare il rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2016 sottolineando subito “che il Comune di Arezzo gode di uno buono stato finanziario. Gli equilibri sono stati ampiamente rispettati. Registriamo un avanzo è di circa 184.000 euro, cifra che otteniamo partendo da un dato molto superiore, ovvero un avanzo di circa 42 milioni di euro. Questi 42 milioni vanno depurati da tutte quelle voci che vanno obbligatoriamente accantonate o che hanno destinazioni vincolate. La parte principale degli accantonamenti è costituita dal fondo crediti di dubbia esigibilità, che ammonta a circa 29 milioni. Poi ci sono il fondo che copre le eventuali perdite delle società partecipate, il fondo per le spese derivanti dal contenzioso, l’accantonamento per le spese del personale: sommando tutte queste voci, si arriva a oltre 31 milioni di euro. Poi c’è la parte vincolata: 3 milioni e mezzo circa per la produttività 2015 e 2016 pagata ai dipendenti, vincoli derivanti da trasferimenti statali o regionali e dalla economia di mutui. La parte destinata agli investimenti è di 5 milioni e mezzo circa. Si arriva così, per progressive sottrazioni, ai 184.000 euro disponibili per le spese di quest’anno.

Alcuni dati: i residui attivi ammontano a 54 milioni di euro. Una cifra indubbiamente importante: il tema è sempre il solito, ovvero la difficoltà di riscossione dei crediti, ad esempio la Tari. Questo drena risorse da destinare alla parte corrente. Occorre dunque una maggiore efficacia nella riscossione dei crediti vantati nei confronti di terzi. Ci sono molte variabili in questo ambito, non ultima il futuro di Equitalia: di certo dobbiamo trovare soluzioni alternative e più efficaci per la riscossione e in particolare per quella coattiva. Un altro dato sensibile è l’indebitamento per mutui: al primo gennaio 2016 i mutui erano 28 milioni alla fine dell’anno registriamo una progressiva riduzione dell’indebitamento derivante da questa voce visto che stiamo sotto i 24 milioni. La spesa per il personale nel 2016 ha toccato i 19 milioni di euro, siamo sotto i 23 milioni medi degli anni passati. La tempestività dei pagamenti: i giorni che servono all’amministrazione per pagare i propri fornitori sono scesi a 21, un dato che ci rende soddisfatti”.

Alessandro Caneschi ha sottolineato come “il bilancio sia sano perché è giunto sano dal passato. Ma quali sono le reali azioni che l’amministrazione intende mettere in campo per recuperare le entrate a oggi non riscosse? Esprimiamo voto contrario per la complessiva incertezza del documento dove ballano molti dati, fra entrate presunte e dati effettivamente acquisiti”.

Roberto Bardelli: “l’approccio dell’assessore è necessariamente e meritoriamente prudente visto il momento che sta vivendo la finanza locale. Rimarco come il Comune sia virtuoso per i pagamenti alle ditte e per la riduzione dei mutui. Peraltro sui mutui andrebbe fatta una riflessione: più che un indebitamento a volte andrebbero visti come un investimento”.

 

Durante l’illustrazione del rendiconto dell’Istituzione Giostra del Saracino, il sindaco Alessandro Ghinelli ha chiesto che l’istituzione stessa proponga la devoluzione di 12.000 euro ai terremotati, in particolare al Comune di Amatrice. Dopo tale proposta, sarà il Consiglio Comunale a deliberare una specifica variazione di bilancio per destinare parte dell’avanzo di amministrazione dell’istituzione, pari alla cifra suddetta, alle popolazioni colpite dal sisma.

“Posso affermare con cognizione di causa – ha ricordato il sindaco Ghinelli – che in questo momento il vero problema di quei Comuni non è la mancanza di risorse ma la difficoltà a spenderle. Dopo la fase emergenziale, infatti, è tornata alla ribalta la burocrazia a dettare, a volte, regole e procedure assurde. Non vedo problemi a inserire in delibera di variazione una specifica destinazione per questo contributo”.

Il consigliere comunale Alessandro Caneschi ha ricordato il suo personale auspicio, ovvero che il contributo fosse destinato “a Comuni minori, perché meno esposti agli onori delle cronache e all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale ma non per questo meno bisognosi di aiuti”.

 

Fonte: Comune di Arezzo

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