[Lucca] ACCADDE OGGI – 27 Aprile 1859, per la Toscana, ma anche per Lucca, finisce il Granducato

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Lucca –

Nel 1847 era definitivamente finito l’isolamento di Lucca, prima libero Comune, poi Repubblica, con qualche parentesi di Signoria (anche straniera) infine Ducato, confluito nel Granducato di Toscana, il cui ultimo Granduca, Leopoldo II dei Lorena in questa giornata lasciò il potere.

Il Granducato di Toscana (che alcuni oggi rimpiangono!) fu uno stato indipendente esistito dal 1569 al 1859, sotto la dinastia dei Medici prima e degli Asburgo-Lorena poi riuscendo a conservare la propria indipendenza ed a svilupparsi fino ad essere uno degli stati più prosperi e moderni in Europa. Al plebiscito del 1860 per l’annessione al Regno d’Italia, in confronto con gli altri stati, fu registrato il maggior numero di voti contrari all’annessione.

L’ultimo discendente del ramo principale dei Medici, (benché, forse, illegittimo) fu Alessandro ed ebbe titolo di duca.

Il successore Cosimo, figlio di Giovanni delle Bande Nere, ottenne dal Papa, per il suo contributo alla lotta contro i Turchi ed alla successiva battaglia di Lepanto, il titolo di Granduca. La dinastia medicea reggerà le sorti del granducato fino alla morte di Gian Gastone (1737), quando la Toscana, priva di un erede legittimo, sarà concessa a Francesco III Stefano, duca di Lorena, consorte di Maria Teresa, arciduchessa d’Austria, in base ad accordi già stipulati tra le dinastie europee, soprattutto tra Francia ed Austria dopo la guerra di successione polacca, nel 1735.

All’ex re polacco, parente del re di Francia, fu assegnata la Lorena, ai Lorena per compenso, la Toscana!

Nell’aprile 1859, nell’imminenza della guerra franco-piemontese contro l’Austria, Leopoldo II proclamò la neutralità, ma ormai il governo granducale aveva i giorni contati: in Firenze la popolazione rumoreggiava e le truppe davano segni di insubordinazione.

Il 27 aprile 1859, verso le quattro, davanti a una grande folla tumultuante per le strade di Firenze e all’aperto rifiuto dell’esercito di obbedire al proprio Sovrano, Leopoldo II, per evitare guai peggiori a se stesso ed al suo Stato, partì in carrozza da Palazzo Pitti, uscendo per la porta di Boboli, verso la strada di Bologna.

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Leopoldo II di Toscana in età giovanile

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Leopoldo di Toscana in abiti civili

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Fonte Verde Azzurro

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