MODENA – SETA/2 – IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE SULLA VERTENZA

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Le tre interrogazioni relative alla vertenza Seta trattate nella seduta di giovedì 27 aprile sono state trasformate in interpellanza e sul tema sono intervenuti alcuni consiglieri.

Aprendo il dibattito per il Pd, Antonio Carpentieri si è concentrato sul tema della sicurezza, “dei mezzi, dei lavoratori e degli utenti: sicurezza vuol dire rispetto della legge e dei contratti collettivi e territoriali. Seta deve fare un piano della sicurezza e presentarlo a noi, in qualità di comproprietari, insieme al piano industriale”. Il consigliere ha sottolineato che il Comune rappresenta la collettività e non una parte. “Le parti sono il sindacato e la dirigenza e noi dobbiamo lasciarli fare il loro mestiere e decidere, in sede di confronto fisiologico, come modulare le cose”. Carmelo De Lillo ha sottolineato che gli utenti vedono autobus “tendenzialmente puntuali, autisti che garantiscono il servizio anche nei giorni di sciopero, la capillarità sul territorio delle fermate, anche se non negano i problemi. La trattativa è difficile ma il Comune è nel mezzo a mediare e a chiedere che le parti smettano di delegittimarsi reciprocamente e si impegnino a trovare una soluzione. Che è quello che chiedono i cittadini”. Fabio Poggi ha definito le interrogazioni un tentativo di “strumentalizzare una vertenza sindacale nella quale il confronto ha assunto toni e sedi improprie a cui in quest’aula non dobbiamo prestarci. Come consiglieri abbiamo il dovere di attenerci al nostro ruolo, che è elaborare un piano industriale, promuovere strategie, e auspicare che la vertenza venga risolta garantendo la sicurezza”.

Per Paolo Trande (Art.1-Mdp) “se i consiglieri non devono fare i sindacalisti, l’Amministrazione non deve trasformarsi nell’azienda ma lavorare, insieme al Consiglio, su una posizione terza a tutela degli utenti. Tutti noi dovremmo spingere perché si trovi il prima possibile una soluzione anche attraverso la figura di un mediatore esterno. Va bene anche la mediazione dell’Amministrazione ma se gioca un ruolo attivo per ricomporre un quadro di agibilità funzionale di cui possano beneficiare l’azienda e i cittadini”. Per Vincenzo Walter Stella è “evidente che qualcosa non funziona nell’organizzazione di Seta ed è giusto che l’assessore riferisca in Consiglio, tanto più che il Comune è azionista, per capire come si sia arrivati a una vertenza che danneggia l’immagine della città. Le responsabilità sono dei lavoratori, che magari hanno avuto atteggiamenti provocatori, ma soprattutto dei vertici dell’azienda che hanno dimostrato poca volontà di dialogo costruttivo e il nostro obiettivo deve essere ricucire lo strappo”.

Elisabetta Scardozzi (M5s) ha affermato che “finalmente l’assessore ha ammesso che il servizio necessita di flessibilità ma, al di fuori dei numeri, dobbiamo capire la qualità del servizio sia per i lavoratori, che hanno diritto di stare bene all’interno dell’azienda, che per gli utenti. E la sicurezza deve essere garantita a tutti”. Marco Rabboni ha contestato all’assessore “di non aver espresso un giudizio sul comportamento di Seta”, affermando poi che “i dubbi che avevamo sui vertici dell’azienda sono stati confermati. Ci auguriamo – ha concluso – che si trovi una soluzione nell’interesse di tutti, anche con una persona super partes che intervenga come mediatore”.

Andrea Galli (Forza Italia) ha affermato che “la tutela dei lavoratori è sempre stata un punto di forza della nostra città e deve esserci per tutti, anche per un’azienda come Seta di cui siamo comproprietari, anche se è privata. Non troverei scandaloso – ha proseguito – che l’Amministrazione convocasse la dirigenza per chiedere conto di quanto sta accadendo. In Seta c’è un malessere molto forte che va risolto: non possiamo limitarci a dire che l’azienda è privata e troverà le soluzioni. La soluzione deve venire dalla città, magari anche da una moral suasion del sindaco nei confronti dell’azienda”. “È curioso il fatto – ha commentato Giuseppe Pellacani – che questo Consiglio sia intervenuto tante volte a difesa dei lavoratori di imprese private e oggi ci si contesti di essere strumentali se esprimiamo preoccupazione per un’azienda strategica per il nostro Comune, per i dipendenti e per i cittadini”. Anche per Pellacani è opportuno che qualcuno “si faccia parte diligente per arrivare a una soluzione che concili le esigenze di tutti”.

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