Firenze Regolamento Unesco, Amato (AL): “Una toppa per una Firenze ridotta a Luna Park”

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“Siamo purtroppo abituati a vedere le città d’arte come Firenze ridotte a Luna Park, in cui la valorizzazione è sinonimo di monetizzazione. La nostra bellissima Firenze, patrimonio dell’Unesco è sottoposto alle leggi di un mercato che ha trasformato il nostro patrimonio in uno strumento di lucro. Il diritto di godere dell’arte e della storia, anziché sancito dalla Costituzione diventa un bene di mercato al servizio del rito della privatizzazione. La città – prosegue la consigliera di Alternativa libera Miriam Amato – sorta per essere lo specchio della comunità che l’abitano si è ridotta in una vuota attrazione turistica. Si è fatta la fine del Re Mida che ansiosi di trasformare tutti ciò che si tocca in oro, finisce col morire di fame. La nostra città va tutelata, non solo in quanto patrimonio Unesco, ma anche perché la tutela della città è legata a doppio filo ai diritti della persona, come la salute mentale e fisica, e vivere in un posto malsano a causa di inquinamento acustico e atmosferico, nuoce alla cittadinanza. Questa è una consapevolezza non ancora raggiunta da quest’amministrazione. Oggi votiamo una delibera che essendo stata fatta senza clausura di salvaguardia ha scatenato, quello che avevo già anticipato più di un mese fa, la fila di coloro che vogliono ottenere i permessi prima del voto di oggi. Non voterò questa delibera, perché si sta cercando di mettere una toppa ad una situazione ormai degenerata e che non si risolverà di certo oggi. Come opposizione abbiamo presentato numerosi emendamenti, che temo non verranno tenuti in considerazione, da un’amministrazione abituata a governare a colpi di maggioranza. Di fatto i residenti continuano ad abbandonare il centro storico e chi rimane non è tutelato. Il controllo fonometrico rimane un misterioso strumento, per chi continua a privilegiare solo una parte dei portatori di interesse. Ci sono numerosi esempi dalle maratone ai percorsi partecipativi, passando anche per le commissioni consiliari in cui non sono stati auditi i comitati dei cittadini. Il mio impegno – conclude Miriam Amato – è per una Firenze diversa, viva ma anche a misura di residenti, in cui si promuove il confronto e la partecipazione, invece di slogan da parte di chi già ha deciso e cala le cose dall’alto. Ma per concludere nella nostra città, noi siamo amministratori ma la sovranità appartiene ai cittadini, un valore costituzionale da tener presente e che sancisce che il nostro principale ruolo è quello di preservare e tutelare il patrimonio e i beni comuni per le generazioni future”. (s.spa.)

Fonte: Comune di Firenze

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