Firenze Regolamento Unesco, Firenze riparte a sinistra, La Firenze Viva e Alternativa Libera: "Tanti i nostri emendamenti in coerenza con la tutela del centro storico e delle attività di valore"

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“Ad un anno di distanza si mettono le mani sul regolamento Unesco, questo significa che c’è da correggere subito alcuni aspetti e che bisogna ricominciare a pensare ad un centro storico meno a misura di ‘turista mangia e bevi’ e più accogliente per chi si aspetta da una città come Firenze accessibilità, qualità e particolarità. E diciamo che i segnali che abbiamo avuto lo dimostrano nonostante tra Giunta e maggioranza siano state introdotte rispetto al testo originale molte aperture, basti pensare al tema degli ampliamenti o alle numerose eccezioni che vengono riservate per i contenitori dismessi del centro storico che vengono sottratti dalla nuova disciplina. Per questo abbiamo presentato alcuni emendamenti che potessero rafforzare la natura del regolamento di tutelare, ma senza ingessare, e di riuscire a gestire da parte del Comune i conflitti per esempio tra residenti e gestori per quel che riguarda la movida”. Questa la dichiarazione dei gruppi di opposizione, Firenze riparte a sinistra, La Firenze Viva e Alternativa Libera in Palazzo Vecchio. I consiglieri spiegano: “Le modifiche al regolamento unesco non arrivano certo precocemente: l’immagine identitaria del nostro centro storico, patrimonio mondiale Unesco non solo per gli aspetti culturali e storici, ma anche per quelli di tradizione artigiana e commerciale nonché per i suoi residenti, è fortemente lesa: la perdita di molti esercizi tipici, la chiusura di saracinesche storiche e il proliferare di luoghi assolutamente identici a quelli di altre città del mondo mette a rischio l’unicità di Firenze, valore non riproducibile. A questo si aggiunge una scarsa vivibilità del centro storico con una residenza esasperata dai rumori, l’assenza di decoro e l’impossibilità alla quiete notturna. Il regolamento dunque ha il pregio implicito di riconoscere una situazione di forte pericolo e tentare di porre rimedio a quello fino ad oggi l’amministrazione ha tollerato. Inquinamento acustico, fuga dei residenti, turismo mordi e fuggi, movida molesta, mobilità non sostenibile. Questo l’elenco dei temi più caldi e irrisolti a Firenze su cui abbiamo cercato di incidere senza grossi risultati vista la bocciatura della gran parte degli emendamenti da parte della Giunta”.

“Ci spiace che per queste modifiche la maggioranza non abbia ascoltato i residenti, cuore pulsante della città, nonché patrimonio immateriale Unesco e che negli anni hanno dovuto subire una tale pressione da essere in gran parte fuggiti dal centro storico. Noi li abbiamo ascoltati ed abbiamo presentato una serie di emendamenti volti a preservare la qualità e la tipicità del centro storico in termini di offerta artigianale e commerciale nonché a tutelare la qualità della vita di coloro che il centro storico lo popolano. Tutela delle piazze storiche e dei loro mercati, inserimento di norme chiare che fossero scritte dal Consiglio comunale e non delegate alla Giunta con un mandato in bianco, eliminazione delle differenziazioni dei requisiti tra attività di commercio al dettaglio e quelle di somministrazione, inserimento di relazioni annuali sull’andamento dell’applicazione del regolamento, maggiori obblighi di mantenimento di pulizia nelle aree attorno alla propria attività e al dehors su pubblica via, eliminazione della differenziazione tra bevande sotto o sopra i 21 gradi alcolici, realizzazione di un osservatorio con le categorie e residenti per monitorare, proporre modifiche e integrazioni regolamentari: questi solo alcuni dei contenuti degli oltre 30 emendamenti che i nostri gruppi hanno elaborato e presentato grazie al prezioso rapporto con i comitati e i residenti dell’area Unesco che hanno da sempre fatto proposte che, in parte, abbiamo potuto proporre di inserire nel regolamento approvato nell’ultima seduta di Consiglio comunale.”

“Non possiamo ritenerci soddisfatti vista la scarsità di emendamenti accolti e lamentiamo anche il grande dispiacere di osservare l’incoerenza che mentre ci si pone l’obiettivo di tutelare le attività storiche artigianali e commerciali si spazza via l’unico mercato antiquario storico della città di Firenze, quello dei Ciompi. Rivendichiamo però quantomeno le battaglie vinte con l’approvazione di alcuni nostri emendamenti anche se insufficienti per dichiararci soddisfatti dell’intera norma regolamentare: dalla maggiore tutela per l’inserimento di attività incompatibili nelle piazze storiche che permette di allontanare ancora una volta lo spettro del McDonald’s in piazza Duomo, dall’inserimento del richiamo all’inquinamento acustico e ambientale che troppe volte è oggetto di contestazioni e disagi alla popolazione, dalla pulizia obbligatoria attorno alla propria attività commerciale durante tutta l’apertura al pubblico, ed infine alla possibilità introdotta dal nostro operato che il Sindaco possa fare ordinanze restrittive, e non per ampliare le maglie del regolamento, in zone limitate del territorio per affrontare particolari situazioni di malamovida intervenendo su orari, materiali dei contenitori da asporto e grado alcolico delle bevande che è possibile vendere per asporto.”

“Ci auguriamo tuttavia che nei prossimi tre anni ci sia davvero un’inversione di tendenza anche grazie ad alcune modifiche introdotte dal decreto Franceschini a cui questo regolamento si lega. Ancora molto cammino deve esser fatto e molti sono i rischi che anche quelle luci che nel regolamento abbiamo individuato possano spegnersi davanti al primo ricorso di qualche attività commerciale che si sente danneggiata: una norma di salvaguardia che potesse bloccare la presentazione di nuove pratiche per sottrarsi alle restrizioni che sono state inserite con questa norma e un maggiore coinvolgimento delle categorie economiche e sopratutto della cittadinanza avrebbe senz’altro giovato alla condivisione degli obiettivi e avremmo forse ottenuto una stesura più chiara e meno attaccabile dal punto di vista giuridico. Noi verificheremo puntualmente invitando l’amministrazione a una dinamica concertativa e partecipativa più precisa e attenta di quanto non sia stato fatto fino ad oggi”. (fdr)

 

Fonte: Comune di Firenze

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