PORCARI Siglato l’accordo Snai-sindacati, si ricorrerà alle prestazioni del Fis

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FIRENZE – Niente licenziamenti – ne erano stati previsti 56 – alla sede Snai di Porcari. E’ stato infatti siglato l’accordo sindacale nel quale l’azienda accoglie i punti fondamentali della piattaforma sindacale e l’attivazione di strumenti alternativi per la gestione del personale eccedente. L’intesa è stata illustrata oggi, mercoledì 17 maggio, all’assemblea dei lavoratori metalmeccanici e sarà soggetta all’approvazione tramite referendum. Prevede il ricorso alle prestazioni del fondo di integrazioni salariali (Fis), uno strumento simile alla cassa integrazione, a decorrere dal 3 luglio per un periodo di 26 settimane e sarà possibile applicare meccanismi di rotazione del personale.

 

Snaitech si dichiara disponibile ad anticipare mensilmente l’importo previsto dal Fis. E’ previsto inoltre un sistema di incentivo all’esodo su base volontaria per i lavoratori che non si oppongono al licenziamento. L’accordo sancisce la conclusione positiva della procedura che quindi è da intendersi espletata a tutti gli effetti. Durante i 6 mesi di utilizzo del fondo vi sarà un monitoraggio mediante appositi incontri con cadenza mensile. Il prossimo incontro tra le parti è previsto per il 26 maggio presso il Ministero del lavoro per la sottoscrizione definitiva dell’intesa.

 

“Nello stesso tempo – afferma Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom gruppo Snai – non rinunceremo a vederci riconosciuti gli ammortizzatori sociali previsti dal settore industria metalmeccanica ed ai versamenti che i lavoratori hanno effettuato nel corso di questi ultimi 15 anni, in quanto l’azienda era e continua ad essere inquadrabile nell’industria. L’accordo raggiunto dopo un anno di incontri, discussioni e iniziative sindacali, segna comunque un punto di svolta importante per i lavoratori di un gruppo ed un settore complesso come quello legato al gioco, dove nel corso degli anni vi è stata una crescita esponenziale sia in termini di sviluppo aziendale che occupazionale, ma che nello stesso tempo ha accumulato debiti per una probabile gestione imprenditoriale non proprio consona. Crediamo che la fusione delle società – conclude Braccini – sia stata anche un’ancora di salvataggio, ma che il processo di organizzazione del lavoro tra le varie sedi di Porcari, Roma e Milano vada completato compiutamente. Questo lo si potrà fare solo se l’azienda non percorrerà le strade del passato e se assumerà una visione industriale a tutti gli effetti fondata anche sulle relazioni sindacali così come debbono appartenere ai grandi gruppi aziendali”.

Fonte: Lo Schermo

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