[REGIONE UMBRIA] ACQUE MINERALI: “PIÙ RISORSE AI COMUNI DAI CANONI CONCESSORI” – SMACCHI (PD) SU “VIA LIBERA” PROPOSTA DI LEG…

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Il consigliere regionale Andrea Smacchi (PD) interviene sul “via libera” della Seconda Commissione alla proposta di legge regionale che prevede “maggiori risorse ai Comuni nei cui territori ricadono concessioni di acque minerali, termali, di sorgente, o sono localizzate attività produttive di imbottigliamento”. Smacchi, firmatario della proposta, sottolinea che con la modifica normativa, ai Comuni interessati “saranno distribuite risorse aggiuntive sino a 600mila euro, con un aumento che andrà da un minimo di 150mila euro fino ad un massimo di 300mila euro in base alla maggiore percentuale applicata”.

 

(Acs) Perugia, 22 maggio 2017 – “Questa mattina in Seconda Commissione abbiamo approvato la proposta di legge a firma mia e del collega Rometti, a cui si sono aggiunti i colleghi Carbonari e Liberati (M5S), Fiorini (LN) e Ricci (RP), con la quale si modifica la legge regionale ’22/2008′ in materia di acque minerali naturali. L’obiettivo è destinare maggior risorse ai Comuni nei cui territori ricadono concessioni di acque minerali, di sorgente, o termale, o sono localizzate attività produttive di imbottigliamento”. Così il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) al termine della seduta.

“Nello specifico”- spiega Smacchi – “a decorrere dall’anno 2018 la Regione destinerà ai Comuni interessati da un minimo del 30 ad un massimo del 40 per cento della concessione annua pagata dalle aziende del settore, rispetto al 20 per cento ad oggi vigente, sulla base di progetti finalizzati alla salvaguardia e alla tutela delle risorse idriche, nonché alla valorizzazione e alla riqualificazione ambientale dei territori interessati dalla coltivazione dell’acqua o dalla presenza di impianti per l’imbottigliamento. Ciò significa – evidenzia Smacchi – che rispetto al totale di circa 1milione 500mila euro di canone annuale introitato dalla Regione Umbria, ai Comuni interessati saranno distribuite risorse sino a 600mila euro, con un aumento che, in termini numerici, andrà da un minimo di 150mila euro fino ad un massimo di 300mila euro in base alla maggiore percentuale applicata”.

“Si tratta di una modifica normativa particolarmente importante – aggiunge Smacchi –, fortemente voluta da tutti i commissari, e attesa da anni da parte degli amministratori e dei cittadini di molti Comuni dell’Umbria. Grazie ad essa – conclude – sarà possibile compensare le comunità locali, che mettono a disposizione un bene primario come l’acqua, con risorse fondamentali per progetti di sviluppo e di riqualificazione ambientale dei territori in cui insistono sorgenti d’acqua o impianti di imbottigliamento”. RED/tb

Fonte: Regione Umbria

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