MODENA – IN VIA PERGOLESI NASCERÀ UN NUOVO SPAZIO ANZIANI

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Anche nel Quartiere 2, ed esattamente in uno stabile del Comune situato in via Pergolesi 276, nascerà uno spazio anziani; va ad aggiungersi a quello di via Vaciglio che accoglie la popolazione anziana afferente al Polo sociale 3 e a quello di via Belluno nel Quartiere 4 che per vicinanza ospita anche gli utenti del centro.

Il Consiglio comunale ha approvato, nella seduta di giovedì 25 maggio, le “Linee guida per la costruzione di un avviso pubblico di coprogettazione volto a realizzare uno spazio anziani rivolto a persone con limitate autonomie psico-fisiche”. A favore della delibera hanno votato Pd, Art.1-Mdp, Per me Modena, CambiaModena, M5s; astenuto FI.

“Di fronte a bisogni che cambiano – ha spiegato l’assessora al Welfare Giuliana Urbelli – cerchiamo di rafforzare le risposte sul versante della domiciliarità, dei servizi leggeri e del sollievo. Gli spazi anziani, rivolti a persone parzialmente autosufficienti, fortemente radicati sul territorio e caratterizzati da estrema flessibilità per andare incontro alle esigenze degli anziani e di chi si occupa di loro, si inseriscono perfettamente in questa logica.

L’altro elemento significativo della delibera – ha continuato l’assessora – riguarda la coprogettazione: grazie anche alle nuove linee guida dell’Anac e della Regione Emilia Romagna si apre uno spiraglio importante per il Terzo settore. Sulla base di parametri definiti dall’amministrazione comunale, chiediamo infatti a soggetti del Terzo settore di contribuire alla gestione del servizio sin dalla fase della progettazione, apportando così elementi innovativi, a partire dall’esperienza e dalla conoscenza del territorio che hanno maturate”.

“Per quanto riguarda lo stabile che verrà destinato al nuovo servizio dopo importanti lavori di adeguamento e manutenzione straordinaria, si tratta di un edificio utilizzato fino ad oggi per un progetto residenziale e semiresidenziale per adulti con fragilità prevalentemente di natura psichiatrica, che, insieme ai professionisti dell’Ausl, si è ritenuto dovesse essere rivisto”. L’assessora ha quindi spiegato che per quegli utenti sono stati realizzati e sono in corso di progettazione servizi sperimentali con numeri più ridotti di accoglienze con presidi educativi e assistenziali (appartamenti protetti) e servizi di educativa territoriale. 

Per quanto riguarda le linee guida, la delibera approvata stabilisce che l’indicazione delle funzioni resti in capo all’amministrazione; all’avviso pubblico potranno partecipare soggetti del Terzo settore con requisiti di idoneità morale e professionale, capacità economica e modelli organizzativi che garantiscano trasparenza, legalità, contrasto alle infiltrazioni mafiose, regolarità e tutela dell’occupazione. Elementi essenziali saranno la definizione degli obiettivi e delle linee guida per la coprogettazione con particolare riferimento oltre alla personalizzazione e condivisione degli interventi orientati al sostegno della domiciliarità e del benessere, valorizzazione del contesto familiare; progetti flessibili e integrati con la rete dei servizi socio sanitari; servizi ed attività offerti; modalità di svolgimento del servizio e ammissioni.

Dopo aver dato corso alla procedura di selezione e individuato il soggetto gestore, il Comune stipulerà con esso un accordo di collaborazione della durata di tre anni  rinnovabili per ulteriori tre. Le linee guida per l’avviso contengono anche l’indicazione della spesa per far fronte alla convenzione, pari in circa 283 mila euro; mentre i lavori di manutenzione per l’adeguamento dell’immobile saranno realizzati direttamente dal gestore godrà pertanto di una decurtazione della tariffa del canone di locazione giornaliero a persona.  

Sul tema è intervenuto il consigliere di Art.1 – Mdp Marco Cugusi che ha parlato di “fatto positivo” in quanto in quell’edificio “esisteva un servizio per persone adulte fragili con patologie di difficile gestione. È positiva quindi la trasformazione in spazio anziani dedicato a persone che hanno una certa autonomia e che si possono muovere agevolmente; inoltre abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che il soggetto che andrà a gestire questo servizio si rapporterà con i nostri servizi che avranno comunque il controllo della progettazione del servizio”.

Per Tommaso Fasano del Pd si tratta di un “bel progetto” che si inserisce “nella politica più ampia rivolta alla non autosufficienza degli anziani e al sollievo per le famiglie, attraverso un partenariato tra pubblico e privato che sfrutti le varie competenze nella coprogettazione, per un progetto in grado di rispondere meglio alle esigenze”. Il consigliere ha quindi espresso il favore del Pd “su questa scelta che consente di riutilizzare al meglio una proprietà del Comune”.

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