[ REGIONE SARDEGNA ] Zone interne, Argiolas a Silanus: sviluppo sostenibile, la progettualità dei comuni è fondamentale, alla regio…

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27.05.17-comunicati stampa
Zone interne, Argiolas a Silanus: sviluppo sostenibile, la progettualità dei comuni è fondamentale, alla regione coordinamento e visione strategica

“Le nostre comunità hanno potenzialità e progettualità per sviluppare quel turismo sostenibile e di qualità strategico per la Regione, che ha a sua volta il compito di coordinare i progetti in una visione condivisa di Sardegna”. Lo ha detto ieri a Silanus l’assessora del Turismo, Artigianato e Commercio Barbara Argiolas nell’intervento che ha chiuso l’incontro intitolato “Territori e comunità che ce la vogliono fare – Esperienze a confronto”, organizzato dall’associazione Nino Carrus e dall’Associazione Borghi autentici d’Italia col patrocinio del Comune di Silanus.

I progetti dei Comuni. Alla presenza di numerosi amministratori locali giunti da tutta la Sardegna, sono intervenuti i sindaci Flavia Loche (Tonara), Graziano Spano (Lodè, anche presidente del parco Tepilora), Giovanni Santo Porcu (Galtellì), Diego Loi (Santulussurgiu), Mansueto Siuni (Masullas), insieme al presidente della Camera di Commercio di Nuoro Agostino Cicalò e al presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Deiana, anche sindaco di Bortigiadas. Nei loro interventi, gli amministratori hanno illustrato i progetti di valorizzazione ambientale e attrazione turistica messi in campo per il rilancio delle aree interne, molti dei quali inseriti nella progettazione territoriale promossa dalla Regione.

Sviluppo solo con coinvolgimento delle comunità. “Gli interventi di oggi ci hanno presentato casi straordinari del lavoro che gli amministratori locali stanno svolgendo sui loro territori perché sanno quale strada seguire – ha commentato Barbara Argiolas – e soprattutto ci dicono che l’ambiente e il paesaggio sono il nostro valore fondamentale ma diventano occasione di sviluppo solo con il coinvolgimento delle comunità, cittadini e imprese, e con la valorizzazione del nostro patrimonio materiale e immateriale. Noi come Regione dobbiamo, ed è l’obiettivo che mi pongo come assessore, mettere a valore la specificità e l’autenticità delle nostre comunità attraverso la creazione di un modello di governance che faciliti la progettualità comune, la stratificazione dei progetti tra i vari assessorati e la connessione costante alle comunità”.

Balneare non basta. La recente presentazione dei dati sul turismo 2016 diventa poi, per l’esponente della Giunta Pigliaru, lo spunto per ragionare sull’importanza di diversificare l’offerta turistica della Sardegna per allargare la stagione oltre i classici mesi estivi. “Facciamo il pieno nei mesi di luglio, agosto e settembre grazie al balneare, che rimane il nostro core business – ha detto l’assessora – ma non ci basta più: con il coinvolgimento delle comunità e la valorizzazione dei loro punti di forza possiamo anticipare l’inizio della stagione ai mesi di spalla per rafforzare la nostra offerta nei campi del turismo attivo, dell’outdoor, del turismo religioso, quello enogastronomico, del congressuale, dei borghi.”

Lavorare insieme: Regione, Comuni, imprese. Ma ci vuole un piccolo salto culturale da parte di tutti: “Per far funzionare una progettualità comune – ha spiegato Argiolas – bisogna essere pronti a rinunciare a qualcosa per cogliere i vantaggi a lunga scadenza dati dal mettersi in rete e creare offerte turistiche di qualità da vendere sui mercati”. Per la titolare del Turismo comunque, “la strada è tracciata, le nostre comunità sanno qual è la direzione da seguire e la Regione ha il ruolo di dare la rotta e interconnettere i progetti all’interno di un modello chiaro e condiviso nel quale tutti, Comuni grandi e piccoli, cittadini, imprese, abbiano dignità e importanza. Siamo davanti a un’occasione storica: lo dicono i dati in crescita, lo dice l’interesse che riscontriamo da parte di mercati interessati alle esperienze che la Sardegna può offrire. Lavorando insieme, possiamo cogliere quest’occasione e mettere in moto uno sviluppo che porti benessere anche nelle zone interne dell’isola ma non ne svilisca l’autenticità e la storia”.

Fonte: Regione Sardegna

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