Firenze Mercato di San Lorenzo. M5S: “Probabile danno erariale dopo la divisione delle aree mercatali”

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Un focus di Arianna Xekalos, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, Gabriele Bianchi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle ed Ivan Della Valle, Onorevole del Movimento 5 Stelle. “Nel 2013, quando era ancora sindaco Renzi, il mercato di San Lorenzo, di cui ci siamo occupati come Movimento 5 Stelle è stato rimercatalizzato e, quindi, riorganizzato, mentre al piano terreno niente è cambiato dal punto di vista mercatale. E’ stata fatta una concessione – spiega la consigliera comunale Arianna Xekalos – che durerà 15 anni. Con questa concessione la società aggiudicataria deve pagare al Comune di Firenze un canone annuale di 140 mila euro. Nei primi due anni però la società di gestione doveva pagare solo il 10% dell’importo del canone. Abbiamo chiesto una serie di atti per sapere quanto l’amministrazione comunale riscuote dagli esercizi posti al primo piano e quanto dagli esercizi posti al piano terreno, dove ci sono gli ambulanti del mercato. C’è una enorme differenza, di quasi un milione e mezzo di euro, tra quanto pagano quelli del primo piano rispetto a quanto pagano quelli del piano terreno. Gli ambulanti del piano terreno pagano di più degli esercizi del primo piano. Presenteremo quindi un esposto alla Corte dei conti per probabile danno erariale derivato dalla scelta del Comune di Firenze di demercatalizzare il primo piano del mercato di San Lorenzo e per le facilitazioni concesse alla società che gestisce il primo piano che, nei primi de anni, ha potuto pagare solo il 10% del canone. Oltre al mercato di San Lorenzo, abbiamo presentato due mozioni. Una riguarda la Cosap. Nel 2010 la tassa è stata aumentata per permettere un introito in più al Comune di circa 872 mila euro. Gli ambulanti, che vengono costantemente spostati in aree mercatali commercialmente morte, sono costretti a pagare un canone molto salato. Una situazione ingiusta pertanto, con questa mozione, chiediamo di ritornare a quanto era previsto prima della delibera, fatta quando sindaco era Renzi, in modo da tornare alla situazione precedente. La seconda mozione – conclude la consigliera comunale Arianna Xekalos – riguarda la Tari. Al Comune di Torino è stata ridotta la Tari agli ambulanti alimentari del 5%. abbiamo proposto la stessa cosa a Firenze. La quota Tari massima deve essere pagata dai commercianti all’ingrosso con una superficie superiore ai 250 mq. Una proposta che può essere portata avanti per tutelare le piccole e medie imprese, il piccolo commercio”.

Il consigliere regionale Gabriele Bianchi si è occupato, soprattutto della direttiva Bolkestein. “Oltre trecento aziende chiudono, ogni giorno, in Toscana. Ci sembra assurdo – prosegue Bianchi – che vengano date delle direttive e delle restrizioni che non aiutano le piccole e medie aziende. Si parla di 11 mila aziende in Regione, 1400 aziende solo a Firenze che hanno difficoltà a lavorare. Non capiamo perché non si può tutelare quella che consideriamo la spina dorsale del nostro territorio. Il nostra paese si basa sulle piccole e medie imprese. Le dislocazioni decise creeranno solo devastazione per queste imprese rovinando zone storiche del mercato fiorentino. Le multinazionali, con la direttiva Bolkestein, verranno a devastare il nostro territorio. E’ una battaglia da vincere”.

L’onorevole Ivan Della Valle, che è già stato a Prato e che domani sarà a Lucca ha già affrontato, a livello nazionale, le problematiche connesse alla direttiva Bolkestein. “Già nel 2014 sono stato primo firmatario di una legge per chiedere che venissero esclusi gli ambulanti dalla direttiva Bolkestein. Appena abbiamo analizzato questa tematica – aggiunge Ivan Della Valle – ci siamo resi conto che solo l’Italia e la Spagna sono state incluse nella direttiva Bolkestein. Nel 2010, l’allora governo di centrodestra, sbagliò ad inserire anche il commercio ambulante nella direttiva. Si parla di oltre 100 mila aziende ed un indotto di oltre un milione di persone nel settore degli ambulanti. Oltre agli ambulanti è stato inserito che a queste gare possono partecipare anche le società per azioni. Allora ci siamo reso conto che c’è un disegno ben preciso per favorire la grande distribuzione e voler mettere le mani in questo settore. Si rischia di veder svendere aree mercatali storiche e di pregio. Abbiamo chiesto l’esclusione degli ambulanti dalla direttiva Bolkestein. E’ una battaglia che portiamo avanti da sempre. Abbiamo ottenuto, per ora, una proroga al 31 dicembre 2018. Ci auguriamo che, nel frattempo si metta mano a tutta la questione”. (s.spa.) 

Fonte: Comune di Firenze

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