[REGIONE PIEMONTE] Ciascun socio del CSI si assuma le sue responsabilità

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Un’informativa svolta il 30 maggio in Consiglio regionale ha consentito all’assessora alle Società partecipate di fare il punto sulla situazione del CSI-Piemonte alla luce degli ultimi sviluppi.

Innanzitutto, ha sostenuto che occorre che ciascuno dei soci si assuma la propria responsabilità e lo faccia guardando anche al futuro dei dipendenti del Consorzio, sul quale sono state spese solo parole. La richiesta di parere all’Anac non era obbligatoria, visto che la gara era partita prima della nuova legge sugli appalti, e non c’è obbligo di conformarsi al parere, in quanto basta motivare approfonditamente la propria posizione. La procedura ha dato esito positivo: ci sono operatori di mercato forti disposti a investire sul CSI, poi, a dialogo competitivo concluso, è intervenuta da parte del Comune di Torino la proposta di fare un quesito all’Anac, che ha risposto sollevando una serie di perplessità. Ma, secondo l’assessora, sarebbe comunque legittimo procedere con la gara, spiegando perché non si accolga il parere Anac.

Ora il Csi sta valutando il parere per capire cosa si possa salvare della procedura o individuare altre strade ottemperanti alle richieste. Poi ci sarà un confronto con gli altri soci. Nelle prossime settimane sarà convocata l’assemblea per capire quale modello mettere a bando e decidere se procedere o meno con il dialogo competitivo. In caso contrario andranno date indicazioni per il futuro.

L’assessora ha poi ricordato che per il CSI qualunque riduzione di affidamento da parte dei consorziati aumenta immediatamente i costi per gli altri consorziati: inevitabilmente prima o poi questa tendenza potrebbe ripercuotersi sulle persone che vi lavorano. Oggi la capacità di investire di Csi è quasi azzerata, quella di nuove assunzioni è azzerata del tutto.

Author Gianni Gennaro Questo indirizzo email è protetto dagli . È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Fonte: Regione Piemonte
Fonte: ANSA

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